Era ad Alcamo, fino a sette giorni fa, il sanguinario terrorista di Nizza

La segnalazione è arrivata ieri nel pomeriggio da parte dei servizi segreti. Il tunisino di 21 anni, Brahim Aoussaoui, l’attentatore che a Nizza, in cattedrale, ha decapitato una donna, sgozzato il sacrestano e ucciso un’altra persona è transitato da Alcamo dove ha vissuto un paio di settimane. Ad ospitarlo un altro tunisino di 30 anni che lavora in una panineria di kebab di via Mazzini, a due passi da piazza Ciullo. Il sanguinario attentatore, fino a sette giorni fa e prima di partire per la Francia, si è mantenuto raccogliendo le olive nelle campagne alcamesi.

Ieri nel tardo pomeriggio il centro di Alcamo è stato preso d’assalto dagli agenti della Digos di Trapani e da quelli della squadra anti-terrorismo di Palermo. Decine di interrogatori e di perquisizioni. I commercianti della zona, interrogati dalla polizia, non ricordavano il viso di quel ragazzo eppure, Brahim Aoussaoui sarebbe andato qualche volta nei pressi di piazza Ciullo come raccontato agli agenti dall’amico che lo ha ospitato e che ha ribadito come sembrasse una persona tranquilla. Gli attentatori islamici, però, spesso si nascondono dietro la falsa veste di gente normale.

Il ventunenne è poi partito ad Alcamo all’improvviso, probabilmente in treno. Forse chiamato dall’organizzazione terroristica? Intanto, anche la posizione dell’amico di Brahim Aoussaoui è al vaglio degli inquirenti: non avrebbe infatti documenti e pare che sia già destinatario di un foglio di via dall’Italia. Il trentenne è stato ascoltato per tutta la notte dagli investigatori della Digos, alla questura di Palermo. Ha ripetuto di non avere visto nulla di sospetto durante la permanenza ad Alcamo di Brahim. La polizia ha anche sequestrato, per controllarlo, il telefonino del giovane e un suo computer, per capire se i due potessero essere rimasti in contatto.

Il brutale attentatore di Nizza era arrivato in Italia poco più di un mese fa, il 20 settembre. Il 9 ottobre era stato trasferito in un centro per migranti a Bari, dopo la quarantena obbligatoria per tutti coloro che sbarcano. Il 10, l’ordine di espulsione dal territorio italiano, “con invito a rimpatrio”. Brahim aveva già un contatto in Sicilia e quindi l’arrivo ad Alcamo qualche giorno dopo da dove è ripartito, alla volta della Francia, una settimana fa. Ieri il crudele attentato nella cattedrale di Nizza.