Emoolab, sequestro di documenti e computer. Abate: “AG non parla di tamponi falsificati’

Documenti e alcuni computer sequestrati. Questo il risultato della nuova perquisizione nella sede del laboratorio di analisi Emolab di via Torquato Tasso ad Alcamo. Il centro non è mai stato posto sotto sequestro e non ha mai smesso di effettuare analisi per l’utenza. Nel precedente blitz dei carabinieri del  Nas, lo scorso 16 di ottobre, vennero infatti sequestrati soltanto il macchinario, i locali e i materiali utilizzati per processare i tamponi molecolari. Ieri invece, al termine di un’intera giornata di presenza dei militari nel laboratorio di analisi, sono stati prelevati documenti societari e computers. Tra i documenti sequestrati ieri dai carabinieri del Nas, anche un dossier prodotto centro di analisi durante la prima emergenza causata dal virus.

La struttura è accusata, nell’inchiesta dei pm di Trapani Maurizio Agnello e Brunella Sardoni, di truffa ai danni del servizio sanitario nazionale. Indagati sono Fabio Di Giorgi e Salvatore Ciacio, direttore tecnico e rappresentante legale del laboratorio. Dopo il sequestro del 16 ottobre scorso, molti dei clienti che avevano fatto i tamponi da Emolab hanno presentato esposti in Procura. Tra questi uno racconta la morte di una donna trapanese di 66 anni avvenuta il 19 ottobre e risultata positiva al covid, nonostante il cognato, con cui conviveva assieme alla sorella, avesse avuto un tampone con esito negativo come risulta da un referto del 25 settembre. Per questo ai due titolari della struttura potrebbe essere contestata anche la ‘responsabilità colposa per morte in ambito sanitario’.

Dalla lettura del provvedimento dell’autorità giudiziaria che ha portato alle perquisizioni di ieri e del 16 ottobre scorso, non verrebbe fuori da nessuna parte la contestazione all’Emolab di avere falsificato il risultato dei tamponi. Lo ha ribadito Vincenzo Abate, avvocato dei responsabili del laboratorio. “Innanzitutto – ha detto il legale alcamese – il centro di analisi non è mai stato sequestrato, non ha mai chiuso i battenti ed ha sempre continuato ad offrire i suoi servizi all’utenza. Inoltre da nessuna parte si parla di falsificazione di tamponi. Questa è un’interpretazione di cui ci riserviamo eventuali azioni per tutelare l’immagine e la credibilità del laboratorio.  Tutto invece ruota – ha spiegato Abate – sull’interpretazione e sull’attuazione del VEQ, la Valutazione Esterna d Qualità”. Intanto venerdì della prossima settimana, sul sequestro del macchinario che processa i tamponi molecolari, dovrebbe pronunciarsi il tribunale del Riesame di Palermo.