“Un’altra stagione drammatica per l’agricoltura dell’area servita dalle dighe Trinità di Castelvetrano e Garcia Mario Francese di Contessa Entellina. La scarsa programmazione e i ritardi burocratici di questo inverno stanno mettendo in ginocchio centinaia di aziende agricole nei comuni di Mazara del Vallo, Campobello di Mazara e Castelvetrano”. A lanciare l’allarme è la Cia Sicilia Occidentale, che chiede “interventi immediati da parte della Regione Siciliana per scongiurare un disastro economico e ambientale”. “Le responsabilità – secondo la Cia Sicilia Occidentale – partono da lontano. Nonostante le abbondanti piogge invernali, milioni di metri cubi di acqua della diga Trinità sono stati persi a causa dei noti problemi strutturali: il Ministero delle Infrastrutture (Mit) aveva infatti imposto a gennaio la messa fuori esercizio dell’invaso, disponendo l’apertura delle paratie, scrive la Cia. A giugno, l’Autorità di bacino della Regione Siciliana ha autorizzato un prelievo di appena 600.000 metri cubi a fronte di un fabbisogno stimato tra 5 e 6 milioni di metri cubi per irrigare oltre 2.500 ettari coltivati a vigneti, uliveti e orti. Una quota insufficiente, che avrebbe coperto a malapena il 25% dei terreni. La situazione è ulteriormente precipitata pochi giorni fa, quando il Dipartimento Acqua e Rifiuti dell’Assessorato all’Energia ha ridotto il prelievo disponibile a soli 177.000 metri cubi, motivando la scelta con ragioni ambientali: un prelievo superiore avrebbe potuto danneggiare la fauna ittica presente nella diga”. “La tutela delle specie ittiche è sacrosanta – dichiara il vicepresidente vicario della Cia Sicilia Occidentale, Matteo Paladino – ma non può avvenire sacrificando del tutto la sopravvivenza di centinaia di aziende agricole”.
“Non va meglio alla diga Garcia Mario Francese, che dovrebbe servire altre campagne degli stessi Comuni: a fronte di un fabbisogno stimato in 7 milioni di metri cubi d’acqua, la disponibilità reale non supera 1 milione. Un dato drammatico che mette in ginocchio anche questa zona – sottolinea la Cia Sicilia Occidentale -. E dalla Garcia preleva anche Siciliacque che fornisce, quando la condotta funziona, anche il Comune di Alcamo. Alle difficoltà strutturali si somma la beffa dei ristori previsti dalla Regione per il 2024, anno segnato da una siccità eccezionale. “Chiediamo alla Regione Siciliana – continua Paladino – di varare subito una nuova misura di sostegno che includa tutti i comparti produttivi, dai vigneti agli orti, e che preveda ristori adeguati alla reale entità dei danni. La Cia Sicilia Occidentale denuncia infine “l’assenza di una politica seria per la gestione delle acque in agricoltura e la mancanza di manutenzione delle dighe, che ogni anno porta a disperdere risorse preziose, con effetti devastanti sulla produzione agricola”.






