Emergenza immigrazione, a Trapani arrivano 8 salme

Sfilano tragicamente le otto salme giunte a Trapani. È l’ennesimo dramma dell’immigrazione: sono nove i cadaveri recuperati dalla Guardia Costiera italiana a circa 80 miglia dalle coste della Libia, nell’area dove si è capovolto un barcone carico di migranti diretto verso il nostro Paese. 144 le persone tratte in salvo e trasferite a bordo di una nave della Marina Militare Italiana, impegnata nell’operazione Triton, che sta facendo rotta verso Porto Empedocle. A bordo della nave anche uno dei nove cadaveri, mentre gli altri otto hanno viaggiato a bordo della motovedetta arrivata ieri, in tarda serata, a Trapani. Negli ultimi giorni – dal 10 al 12 aprile – sono stati soccorsi nel Canale di Sicilia 5.629 migranti diretti verso l’Italia. Nella sola giornata di domenica il Centro nazionale Soccorso della Guardia Costiera ha coordinato gli interventi di assistenza a 22 unità, gommoni e barconi fatiscenti. Ai soccorsi dei migranti hanno partecipato quattro unità navali e un aereo della Guardia Costiera, nove mercantili, una nave della Marina Militare e un pattugliatore islandese. E mentre non si arrestano le ondate di sbarchi dei disperati in cerca di una vita migliore, dall’altra parte c’è la polemica sulle strutture destinate ad ospitarli. Proprio a Trapani è stato realizzato e pronto per essere arredato il centro polifunzionale per gli immigrati richiedenti asilo, realizzato dal Comune con i fondi po-fser 2007-2013. Una spesa di circa due milioni di euro con fondi dell’Unione Europea. «Un gioiello, una realizzazione che quasi sfiora il lusso, con enormi travi in legno massello a vista, grandi vetrate termicamente isolate, aria condizionata e climatizzazione perfino nei bagni, aule predisposte per le connessioni informatiche – si legge in una nota a firma del consigliere comunale Francesco Salone, presidente della II Commissione permanente -. La struttura – si evidenzia – sarà presto collaudata e poi altre centinaia di migliaia di euro saranno spesi per l’arredamento, la dotazione informatica e di intrattenimento».«Nel corso del sopralluogo con la Commissione Lavori pubblici ho potuto apprezzare la qualità del progetto e del lavoro – spiega Salone – ma allo stesso tempo ho tratto spunto per una riflessione. Abbiamo speso due milioni di euro dell’UE, quindi anche soldi nostri, per una struttura ricreativa, destinata ai richiedenti asilo in transito a Trapani, e non riusciamo a cavare un ragno dal buco per mettere in sicurezza le nostre scuole, per ristrutturare la scuola Buscaino Campo, per assicurare aule fresche d’estate e calde in inverno per i nostri bambini alle elementari e per i nostri ragazzi alle medie». «Temo che in tutto ciò – continua il consigliere comunale– vi sia l’incomprensibilità di scelte operative ed amministrative che tiene lontani i cittadini dalla politica». «E non mi si dica che sono razzista –evidenzia Salone- perché sono fermamente convinto che prima bisognerebbe garantire diritti, sicurezza e servizi ai cittadini italiani e poi ai cittadini di qualsiasi altra nazione europea o extraeuropea».«Auspico – conclude il consigliere comunale – che trascorsi i cinque anni di obbligatoria destinazione d’uso come centro polifunzionale per i richiedenti asilo la struttura comunale possa trovare un altrettanto importante impiego a servizio della comunità trapanese».