Emergenza idrica: Calatafimi Segesta riattiva le pompe, autonomo all’80% grazie a fondi regionali

Da ieri sono tornate pienamente operative tutte le pompe delle stazioni di rilancio di Ponte Patti e Tre Croci, segnando un passo decisivo per la sicurezza idrica di Calatafimi Segesta. Il territorio del trapanese è in piena “emergenza idrica” da anni, aggravata da siccità persistente, riduzione delle portate delle sorgenti e dai limiti nell’approvvigionamento attraverso l’ente sovracomunale Siciliacque. In questo quadro, molti pozzi comunali erano stati messi in standby o quantomeno non utilizzati a pieno regime, in attesa di interventi tecnici e finanziamenti. Un risultato -quello di Calatafimi- che arriva grazie a un finanziamento di circa 200 mila euro ottenuto dalla Regione Siciliana – Dipartimento della Protezione Civile, con il coordinamento della cabina di regia diretta da Salvo Cocina.

L’intervento ha riguardato il revamping dei cinque pozzi in contrada San Giovanni, la rimessa in funzione del pozzo Tre Croci e l’ammodernamento di tutte le pompe presso la stazione di rilancio della scuola “F. Vivona”. Un’azione complessa e pianificata che ha permesso al comune di evitare le pesanti conseguenze della crisi idrica regionale, garantendo una distribuzione più efficiente e stabile dell’acqua. Grazie ai nuovi impianti, la rete di Calatafimi potrà contare su pompe di backup in caso di guasti, su un minor consumo energetico e su una gestione complessivamente più sostenibile del servizio idrico. Oggi la città può coprire in autonomia circa l’80% del proprio fabbisogno, riducendo notevolmente la dipendenza dal sistema sovracomunale di Sicilacque. Un traguardo, spiegano dal Comune, frutto del lavoro congiunto dell’amministrazione e degli uffici tecnici, in particolare dell’architetto  Scandariato e del geometra Scaturro. E, in tempi di emergenze croniche e rubinetti a secco, non è poca cosa.