Emergenza coronavirus. Crollano i consumi, si aggrava la crisi

Non c’è un ambito dell’economia che non subisca anche in Sicilia, economicamente molto debole, conseguenze le conseguenze dell’epidemia del coronavirus. “Dopo una prima accelerazione iniziale sul settore alimentare — ragiona il vicepresidente vicario di Sicindustria, Alessandro Albanese — i consumi si sono fermati in quasi tutti i settori. Gli ordini calano ovunque, dalla metalmeccanica all’arredo, e le conseguenze sono due: da un lato, nel medio periodo, la deflazione, cioè un calo dei prezzi per i consumatori che frenerà l’economia, e dall’altro l’aumento dei costi dei trasporti commerciali”. Si vende meno merce, quindi ne viaggia di meno: “Di conseguenza — spiega Albanese — i container hanno raddoppiato i prezzi per compensare”. L’unica piccola controtendenza arriva dall’agricoltura: l’accaparramento di ortofrutta nei supermercati ha prodotto un aumento della domanda, almeno nella fase iniziale. I siciliani, poi, hanno già smesso di andare al cinema anche prima che in Consiglio dei ministri si iniziasse a discutere della chiusura forzata. Il calo dei biglietti venduti, nell’ultima settimana, è stato del 60 per cento: considerato che in Sicilia il settore fattura circa 4,5 milioni al mese, solo dal 24 febbraio al 1° marzo sono andati in fumo circa 500mila euro. “Noi — commenta il presidente dell’associazione di categoria Anec, Andrea Peria — pensavamo di ripartire questa settimana, visti alcuni segnali di controtendenza arrivati in questi giorni, ad esempio con l’uscita di ‘Volevo nascondermi’, il film valso a Elio Germano l’Orso d’argento e rinviato per l’epidemia”. Nella categoria, che rischia di dover bruciare almeno un paio di milioni, il clima è da consiglio di guerra: Peria ha convocato per lunedì un’assemblea degli esercenti di Palermo e provincia, alla presenza di Davide Faraone, capogruppo al Senato di Italia Viva, “per discutere sulle misure urgenti da inserire nel decreto Franceschini”. Alla ricerca di una scialuppa di salvataggio, in un’Isola che fra epidemia e psicosi ha già perso 130 milioni. E che adesso attende col fiato sospeso l’evoluzione della crisi sempre più grave causata dall’epidemia, che per contagiati vede l’Italia al terzo posto nel mondo.