Due milioni di km di rete ferrata in meno

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La riduzione di ben 2 milioni di chilometri percorsi dai treni in tutta la Sicilia, l’ offerta per i passeggeri che negli anni si è più che dimezzata, dopo gli innumerevoli tagli di treni regionali e a lunga percorrenza ora anche il rischio di chiusura per altre tratte interne e di totale smantellamento del traghettamento sullo Stretto, il tutto con il rischio della perdita di migliaia di posti di lavoro.

 

Una situazione al collasso quella del settore ferroviario in Sicilia, cosi chiedono un’inversione di tendenza nel futuro del trasporto su rotaie, con una lettera unitaria inviata al Presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta per chiedere un incontro urgente per discutere delle iniziative da mettere in campo per rilanciare il settore, i Segretari di Cgil, Cisl, Uil Sicilia Ferruccio Donato, Maurizio Bernava, Claudio Barone e i Segretari di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti Sicilia Franco Spanò, Amedeo Benigno, Angelo Mattone.

 

“Nessun rilancio delle ferrovie siciliane – scrivono nella lettera – , ma piuttosto la mancanza di investimenti e di risorse anche solo per garantire la semplice manutenzione ordinaria delle linee siciliane con il grande rischio di vedere la chiusura di alcune tratte interne come l’Alcamo-Castelvetrano e tutta la dorsale mediterranea (Siracusa – Gela-Caltanissetta – Agrigento) che si sommeranno alla già chiusa tratta ferroviaria Caltagirone-Gela”. “La mancanza della stipula del contratto di servizio fra Regione e Trenitalia che ha causato nell’ultimo biennio un considerevole taglio del servizio offerto dalla società ferroviaria quantificabile in 2 milioni di Km di percorso all’anno – scrivono i Segretari – , porterà da febbraio al già preannunciato taglio di un ulteriore milione di Km, senza un minimo di controllo da parte della Regione, con l’aggravante che la restante offerta verrà concentrata solo sulle dorsali di fatto giustificando cosi paradossalmente la chiusura di altre linee”. I Segretari commentano “tutto questo va ad aggiungersi alla diminuzione del servizio passeggeri nei tratti a lunga percorrenza e merci causato dalle scelte del governo nazionale e di Trenitalia, che negano la continuità territoriale e rischiano di portare anche all’eliminazione del traghettamento sullo Stretto di Messina e al licenziamento di gran parte dei lavoratori dell’indotto ferroviario”.Donato, Bernava, Barone, Spanò, Benigno e Mattone concludono “auspichiamo una inversione di tendenza per non marginalizzare e isolare ancora di più la Sicilia , i trasporti e in particolare il settore ferroviario sono volano per l’economia dell’isola. Intervenire subito significa rilanciare lo sviluppo e salvaguardare l’occupazione ferroviaria fatta di migliaia di lavoratori diretti e dell’indotto”.