Domani, giovedì 13 novembre, la Siciliacque avvierà lavori urgenti alla centrale di pompaggio della diga Garcia, nel cuore del Belice. Gli interventi serviranno a installare una zattera galleggiante che consentirà di prelevare i volumi d’acqua residui, ormai sotto la quota di derivazione, a causa della grave siccità che da mesi colpisce la Sicilia occidentale. Contestualmente verranno realizzati lavori elettrici e idraulici propedeutici alla nuova centrale, che entrerà in funzione con il raddoppio dell’acquedotto Garcia, finanziato dal Pnrr. Per permettere le operazioni, dalle 7 di domani sarà sospeso temporaneamente l’esercizio degli acquedotti Garcia e Montescuro Ovest: senz’acqua per oltre 24 ore i comuni di Trapani (frazioni di Fulgatore, Ummari, Torretta, Asi e Depuratore), Paceco, Erice, Valderice, Buseto Palizzolo, Custonaci, Santa Ninfa, Calatafimi, Gibellina, Salemi, Partanna, Vita, Poggioreale, Salaparuta, Montevago e Santa Margherita Belice. Il ripristino delle forniture è previsto tra le 15 e le 23 di venerdì. Un intervento necessario ma che riaccende i riflettori su una crisi idrica ormai strutturale: le riserve della diga Garcia sono ai minimi storici, tanto che già a settembre l’ATI di Trapani aveva chiesto lo stop ai prelievi irrigui per tutelare l’uso potabile. La scarsità di piogge, unita al degrado delle infrastrutture, continua a mettere in ginocchio l’intero sistema idrico siciliano. La zattera che domani sarà installata servirà a “pescare” fino all’ultima goccia disponibile: una soluzione d’emergenza che fotografa la condizione reale di un territorio in sofferenza. La necessità dell’intervento alla diga Garcia testimonia lo stato di fragilità del sistema idrico locale. Se da un lato il raddoppio dell’acquedotto e la nuova centrale rappresentano un investimento strutturale, dall’altro l’urgenza degli interventi oggi mostra che le misure di ripristino vengono adottate solo quando il sistema è già vicino al collasso. In definitiva, la temporanea sospensione del servizio idrico non è un semplice disagio tecnico: è l’ultima tappa visibile di una catena di emergenze accumulate.






