Un nuovo blitz della Guardia costiera di Palermo ha portato al sequestro di 21 tonnellate di totano congelato proveniente dall’Argentina, destinato ai mercati locali. L’ispezione presso un grossista del capoluogo ha rivelato un problema grave di tracciabilità: le etichette italiane dei prodotti non corrispondevano a quanto dichiarato in spagnolo, rendendo impossibile verificare l’origine reale del pesce e la corretta data di cattura. I militari hanno subito contattato lo spedizioniere italiano per ottenere dai fornitori argentini i certificati di cattura originali. Nel frattempo, il grossista è stato sanzionato con 1.500 euro per violazioni delle normative nazionali ed europee sull’etichettatura, mentre il pesce è stato sottoposto a sequestro amministrativo per impedire la sua immissione sul mercato regionale.
L’operazione evidenzia le difficoltà del mercato ittico locale: nel Golfo di Castellammare la pesca è ormai quasi simbolica e le imbarcazioni che continuano questa attività si contano sulle dita di una mano. Di conseguenza, gran parte del pesce venduto in città proviene da importazioni estere, spesso difficili da tracciare e controllare. Il caso solleva interrogativi sulla trasparenza e sulla sicurezza alimentare, soprattutto per i consumatori che acquistano pesce in pescherie o lo consumano in ristoranti, dove i prezzi possono essere elevati ma le garanzie sulla provenienza dei prodotti scarse. Controlli come quello della Capitaneria di porto diventano dunque fondamentali per tutelare la salute pubblica e garantire che le normative europee e nazionali sull’etichettatura siano rispettate, confermando l’importanza di un monitoraggio costante e approfondito nel settore della filiera ittica.






