Dai ladri di bibite alle incursioni nelle villette, continua la scia dei furti ad Alcamo

Ad Alcamo la scia di furti non concede tregua e restituisce l’immagine di una città dove la microcriminalità si muove con disinvoltura, colpendo ovunque e in qualunque modo. L’ultimo episodio, quello più curioso ma non per questo meno fastidioso, arriva dal Ristorante Pizzeria Fiore, che sui social ha denunciato un furto tanto surreale quanto emblematico del clima che si respira. Il ladro, immortalato dalle telecamere, è entrato nel locale con la naturalezza di un cliente abituale e se n’è andato caricando sotto braccio solo bibite: Coca-Cola, Fanta, Sprite. Nessuna cassa forzata, nessun danno rilevante, solo una spesa “frizzante” a carico dei titolari. Le immagini sono già state consegnate alle forze dell’ordine. Pochi giorni prima, invece, la città aveva registrato un caso ben più serio. Durante un pattugliamento notturno, i Carabinieri avevano sorpreso un 46enne pregiudicato mentre usciva da una ditta chiusa. La perquisizione aveva permesso di recuperare monete per circa 110 euro e attrezzi da scasso: i distributori di bevande erano stati forzati e svuotati. L’uomo è stato arrestato e, dopo la convalida, sottoposto all’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria due volte alla settimana. Ma la cronaca non si ferma ai negozi. Sempre più numerose sono le segnalazioni di residenti nelle zone che da via Allegrezza portano a contrada Tre Noci, passando per Sant’Anna, via Carmelo Oneto, via Ludovico Corrao e le pendici del Monte Bonifato. Qui, nelle ore notturne, un individuo incappucciato si introdurrebbe nei cortili privati, scavalcando muri e cancelli per raggiungere le auto parcheggiate e tentare di forzarne le portiere. I casi denunciati sarebbero almeno quindici, ma i residenti parlano di numeri ben più alti. In diversi episodi, il ladro avrebbe colpito più volte nella stessa area, anche a distanza di sole 24 ore. Questo mosaico di episodi — dai colpi nei locali ai tentativi nelle villette, fino ai furti d’auto — compone un quadro preoccupante. Le zone residenziali, tradizionalmente percepite come protette e tranquille, stanno diventando un bersaglio costante. E i cittadini corrono ad acquistare sistemi di videosorveglianza e organizzano ronde di quartiere a testimonianza che i cittadini non possono più sentirsi al sicuro nemmeno tra le mura di casa.