Covid, anomalo l’ultimo caso in provincia. Già mesi fa tampone dubbio alla giovane marsalese

L’ultimo caso positivo al covid in provincia di Trapani, è certamente abbastanza complicato. Quello di Marsala dimostra come ancora il virus sia poco noto sia nei suoi comportamenti che negli strascichi che lascia a chi lo ha contratto. La donna marsalese, infatti, del
tutto asintomatica, era rientrata in Sicilia ai primi di marzo e si era sottoposta a un tampone che aveva dato esiti dubbi. Ai successivi prelievi era invece risultata negativa. A distanza di un paio di mesi la paziente lilibetana ha fatto il test sierologico con gli IgG postivi, quindi la presenza degli anticorpi che evidenziavano come avesse in passato contratto il virus, e con gli IgM negativi, vale a dire il segnale dell’avvenuta guarigione.

L’ASP ha quindi nuovamente effettuato il tampone che, rilevando un caso molto particolare, è risultato positivo. A questo punto è anche di difficile interpretazione stabilire se il caso possa definirsi autoctono, quindi nato in zona, oppure no visto che quel primo tampone al rientro dal Nord risultò alquanto dubbio. La sanità pubblicat ha comunque avviato un’attenta indagine epidemiologica per controllare i contatti avuti dalla giovane donna.

In provincia di Trapani casi autoctoni non se ne registrano da più di 40 giorni. Gli ultimi casi, i cinque attualmente ancora positivi, sono quelli di quarantenati o di pazienti che hanno contratto il virus altrove come quello del castelvetranese nella clinica Villa Maria Eleonora di Palermo o della donna che opera nella sanità ma
nell’agrigentino. Per il resto il trapanese ha registrato 115 guarigioni complessive e sei decessi. Fra le vittime anche due anziani alcamesi, una donna sempre nella clinica palermitana divenuta pericoloso focolaio e un uomo al Sant’Antonio Abate di Trapani.

La situazione sanitaria adesso è certamente molto più tranquilla nel trapanese e anche in tuitta la Sicilia. Il recente e anomalo caso di Marsala devono però spingere tutti quanti a mantenere l’alta l’attenzione e ad osservare maggiormente le dovute precauzioni per
evitare nuovi contagi. A sprofondare nuovamente in piena emergenza ci vuole un attimo: il ‘vorace’ coronavirus non sente ragioni.