Controlli sulla caccia in provincia di Trapani, denunce, sequestri e un barbagianni salvato

Due cacciatori denunciati per l’abbattimento di specie protette, fucili e munizioni sequestrati, un barbagianni ferito strappato alla morte. È il bilancio dei controlli straordinari messi in campo dai Carabinieri Forestali del Centro Anticrimine Natura di Palermo – Nucleo Cites, Distaccamento di Trapani, che nei giorni scorsi hanno intensificato la vigilanza nei territori di Mazara del Vallo, Castelvetrano e Marsala. Le verifiche hanno fatto emergere irregolarità pesanti.

Due uomini sono stati sorpresi a cacciare esemplari appartenenti a specie tutelate: il piccione selvatico e la tortora dal collare orientale. Per entrambi è scattata la denuncia e il sequestro di due fucili calibro 12 con relativo munizionamento. Un terzo cacciatore è stato invece multato per il mancato aggiornamento del proprio tesserino venatorio. L’operazione non si è limitata alla repressione. Durante i pattugliamenti, i Forestali hanno rinvenuto un esemplare di barbagianni, denutrito e con un’ala rotta da giorni. L’animale è stato affidato alle cure del Centro di Recupero Fauna Selvatica di Ficuzza, dove ha ricevuto assistenza veterinaria e alimentazione.

Il tema della caccia in Sicilia resta caldo. La stagione venatoria si è aperta già con diverse contestazioni: a partire dalla pre-apertura già dal 1° settembre per tortore e colombacci, una decisione che ha scatenato polemiche: il WWF e altre associazioni ambientaliste hanno denunciato l’impatto su specie in difficoltà, aggravato dalla siccità estiva. Il TAR di Palermo, però, ha respinto i ricorsi, confermando la legittimità del calendario venatorio regionale. Proprio in questo contesto, i controlli delle forze dell’ordine diventano ancora più cruciali. Perché, accanto alle regole stabilite, esistono comportamenti che vanno oltre la legalità e che rischiano di compromettere la già fragile fauna siciliana.