Condannato imprenditore marsalese per lesioni aggravate all’ex compagna

Il Tribunale di Marsala ha emesso una sentenza di condanna nei confronti del 41enne imprenditore marsalese Giuseppe Arangio, ritenuto responsabile di lesioni aggravate nei confronti della sua ex compagna. Il giudice monocratico Matteo Giacalone ha stabilito una pena di cinque mesi e dieci giorni di reclusione, con sospensione, e un risarcimento di 1.000 euro alla parte civile, assistita dall’avvocato Giacomo Frazzitta. Il procedimento trae origine da una denuncia presentata circa tre anni fa dalla donna, che ha raccontato di violenze e maltrattamenti subiti tra le mura domestiche. Il caso era giunto a dibattimento di primo grado dopo l’opposizione di Arangio al decreto penale di condanna. A sostenere l’accusa, in aula, è stato il pubblico ministero Diego Sebastiani. Poco più di due anni fa, Arangio era finito sulle cronache locali per aver promosso la costituzione del “Centro uomini maltrattati”, associazione di cui è presidente. La nascita dell’associazione, avvenuta circa due anni fa, aveva sollevato un acceso dibattito a Marsala, scatenando le dure reazioni delle realtà locali impegnate nel sostegno alle donne vittime di violenza, che avevano manifestato scetticismo verso l’iniziativa dell’imprenditore. “La vicenda non riguarda solo me – ha commentato oggi la donna, M.G. – È la storia di un sistema che spesso costringe le vittime a resistere più a lungo dei loro aggressori. La violenza può nascondersi dietro maschere rispettabili, ma i fatti restano. Denunciare è difficile, doloroso, ma la verità, anche se arriva tardi, fa più rumore di qualsiasi risata”. A difendere Arangio è stato l’avvocato Vincenzo Forti, secondo cui la sentenza appare “salomonica”: pena sospesa e risarcimento dimostrano la corretta valutazione del giudice sia dell’imputato sia della persona offesa. “Io personalmente non appellerei la sentenza, ma la decisione è del mio assistito”, ha aggiunto.