Cocaina nel capannone, arrestato pregiudicato

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    È stata denominata Operazione “Fiocco di neve”, quella che ha portato, mercoledì scorso, all’arresto di Andrea Angelo, 34 anni.

    Dopo diversi giorni di servizi di osservazione nei confronti di alcuni consumatori di cocaina, nella mattinata del 5 dicembre, la sezione Investigativa del commissariato di Alcamo aveva individuato un capannone nelle campagne di Salemi, risultato nella disponibilità di Angelo, il cui cognome, legato ad una imponente operazione di polizia del 2011, ha portato i poliziotti a fare irruzione all’interno della struttura, coadiuvati da una unità cinofila della Questura di Palermo.

    Nel locale sono stati rinvenuti numerosi involucri contenenti cocaina pronti per lo spaccio, un pezzo intero della stessa sostanza per un peso complessivo di circa 200 grammi, oltre a denaro contante ritenuto provento dell’attività di spaccio. L’uomo aveva nascosto tutto all’interno di una vecchia cassaforte, rinvenuta grazie alla segnalazione dell’unità cinofila.

     

    Andrea Angelo nel luglio del 2011 era stato raggiunto, insieme al padre Salvatore, da una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Reggio Calabria, in relazione ad una operazione dalla Guardia di Finanza di Locri sotto la direzione della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo reggino – operazione che rivelò l’esistenza di una colossale organizzazione criminale per il riciclaggio del denaro proveniente da attività illecite compiute attraverso l’intermediazione di esponenti di spicco della ‘ndrangheta reggina e di Cosa Nostra siciliana.

     

    D’intesa con la Procura della Repubblica di Marsala, Andrea Angelo è stato arrestato, ma dopo la convalida dell’arresto, ne è stata disposta l’immediata scarcerazione poiché ritenuto un soggetto non pericoloso.

     

    La notizia dell’arresto è arrivata dal Commissariato di P.S. Alcamo solo a qualche giorno di distanza per non compromettere un’altra importante operazione in corso, denominata “Mandamento, condotta dai Carabinieri, che proprio la notte successiva hanno arrestato il padre di Andrea Angelo, Salvatore, per associazione a delinquere di stampo mafioso, in quanto ritenuto elemento di riferimento delle famiglie mafiose di Castelvetrano e Salemi in attività legate alle energie rinnovabili, che consentivano la sistematica acquisizione dei lavori per la realizzazione di impianti eolici e fotovoltaici nelle province di Agrigento, Palermo e Trapani. I proventi illeciti venivano in parte utilizzati per sostenere la latitanza del boss Matteo Messina Denaro.