C/mmare del Golfo, esplode il Pd

CASTELLAMMARE DEL GOLFO – Niente primarie e dentro il partito Democratico di Castellammare del Golfo scoppia la guerra. Sfociata questa mattina con l’annuncio delle dimissioni di Giuseppe D’Angelo, esponente di spicco della segreteria locale nonché uno dei papabili candidati a sindaco per le prossime amministrative in paese. La decisione di D’Angelo scaturisce essenzialmente dall’ultima decisione dei vertici cittadini del Pd di non indire le primarie: in sostanza la segreteria ha fatto retromarcia quando invece sembrava che un paio di mesi fa la decisione era proprio quella di indire le primarie per scegliere il proprio candidato sindaco. E tra questi vi era proprio D’Angelo che quindi lascia sbattendo la porta: “Non è accettabile – si legge nel documento – che i componenti dell’attuale segreteria locale non abbiano voluto indire le primarie, come orami avviene in tutto il resto d’Italia, per la scelta del candidato sindaco del Pd o della eventuale coalizione, nelle imminenti elezioni amministrative, pur avendo, oltre alla mia disponibilità, diverse persone disponibili ad assumersi la leadership. Ricordo che questo metodo democratico è attuabile sia all’interno del partito in caso di più candidature, sia all’interno di una coalizione di partiti che vogliano esprimere ciascuno la propria candidatura”. D’Angelo era tra i candidati alle primarie del partito insieme al capogruppo in consiglio comunale Salvatore Galante e a Camillo Coppola. La segreteria locale oltretutto, proprio a causa dei conflitti interni, aveva tentato la mediazione tanto da dare vita ad un esecutivo ristretto formato dal coordinatore Salvo Bologna, da Camillo Coppola e Salvatore Bonghi, nonché dagli attuali due consiglieri comunali Salvatore Galante e Giovanni Portuesi. D’Angelo però ci tiene a precisare che le sue dimissioni non sono esclusivamente dettate dalla scelta del partito di non indire le primarie. A suo dire tutta una serie di scelte definite antidemocratiche hanno contribuito a fargli prendere questa sofferta decisione: “In questo paese il Pd ha continuato e continua con grave responsabilità a difettare in democrazia – si legge ancora nella nota -, come 5 anni fa anche oggi che l’esigenza di cambiamento a Castellammare non è più rimandabile. Si soffoca e si spegne l’energia e l’entusiasmo di chi vorrebbe una politica che si fa tra la gente e per la gente, coinvolgendola attivamente, che ascolta le istanze del territorio e soprattutto che si mette al servizio, proponendosi e accogliendo proposte e prendendo decisioni nelle sedi assembleari, aperte, e non nel privato di piccoli ristretti gruppi di gestione”.