Classe-pollaio all’Almanza di Pantelleria, oltre 30 persone stipate in aula 6 ore al giorno

A Pantelleria scoppia la polemica per la creazione di una cosiddetta “classe pollaio” all’interno dell’unica scuola superiore disponibile, l’istituto “Almanza – D’Ajetti”. Una sezione mista, che unisce studenti del Liceo Scientifico e del Liceo delle Scienze Umane, è stata formata con ben 28 alunni, a cui chiaramente dobbiamo aggiungere i docenti e i vari assistenti alla comunicazione. Una decisione che appare in aperto contrasto con le norme di legge, che fissano un massimo di 20 studenti per classe in presenza di alunni con disabilità, proprio con l’obiettivo di favorire l’apprendimento di tutti. E in quella sezione gli studenti diversamente abili sono tre.

La vicenda è stata denunciata dalla deputata regionale trapanese del Movimento 5 Stelle, Cristina Ciminnisi, che ha presentato un’interrogazione all’Ars. “È una situazione insostenibile, che rende impossibile garantire inclusione reale, attenzione individuale e un percorso didattico di qualità. Non si può scaricare tutto questo peso sulle spalle di docenti e famiglie, condannando gli studenti a un’esperienza scolastica che rischia di mortificarli anziché formarli”. Ma l’aspetto più grave, sottolinea Ciminnisi, non è soltanto numerico. La libertà di scelta degli studenti viene calpestata. Chi aveva deciso di frequentare il Liceo delle Scienze Umane si ritrova obbligato a seguire, di fatto, un percorso sovrapposto allo Scientifico. Il dito è puntato contro la Regione e contro il governo guidato da Renato Schifani, accusato di non aver programmato correttamente le risorse scolastiche per le comunità periferiche. “Pantelleria non ha alternative – ribadisce Ciminnisi –. Qui c’è una sola scuola, e non si può chiedere ai ragazzi di rinunciare ai propri sogni perché il governo non pianifica. L’isola non può continuare a essere penalizzata: gli studenti panteschi hanno gli stessi diritti dei loro coetanei siciliani e italiani”. Un caso che diventa simbolo: mentre a parole si celebra l’inclusione e si parla di scuole a misura di studente, la realtà racconta altro.