Il circolo “Peppino Impastato” del partito della Rifondazione comunista ha annunciato di aver inviato alla presidenza del Consiglio comunale una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco di Partinico Pietro Rao. Un gesto definito dallo stesso circolo come “una provocazione”, ma con un obiettivo chiaro scrivono: denunciare quello che viene descritto come “uno stallo politico totale” e sollecitare un’assunzione di responsabilità da parte delle forze consiliari”. Rifondazione non ha alcun rappresentante in consiglio comunale e la sfiducia può essere presentata solo dai consiglieri eletti. Si è trattato quindi di un gesto politico simbolico per attirare maggiormente l’attenzione sui problemi della città.
Una richiesta destinata a rimanere solo sulla carta poiché per poter essere inserita all’ordine del giorno servirebbero 8 consiglieri firmatari. Per farla approvare, e quindi far decadere il sindaco, necessari 16 consiglieri favorevoli. Numeri che l’opposizione ha con 19 rappresentanti. Nel comunicato Rifondazione punta il dito “contro la situazione amministrativa in cui versa il Comune, parlando di una città governata “da trent’anni sempre dagli stessi personaggi”, in un sistema politico descritto come “un triathlon elettorale fatto di cambio casacca, salto della quaglia e corsa all’inciucio”. Scrive Rifondazione “che la giunta guidata da Rao – eletto nel novembre 2022 – avrebbe mancato gran parte degli obiettivi indicati nel proprio programma elettorale. “È bastato un semplice elenco delle promesse fatte – si legge nel comunicato – per rendere evidente che questa amministrazione sia stata un fallimento totale”. Il circolo evidenzia che “non un euro è arrivato al nostro Comune grazie alla progettazione di questa giunta” e che “tutti i cantieri attivi sono frutto del lavoro di altri, in primis della Commissione straordinaria”.






