Cinisi, un museo nella casa dove venne ucciso Impastato

Firmato a Palazzo Orleans il protocollo di intesa tra Regione Siciliana, e il Comune di Cinisi per il recupero e la valorizzazione del casolare Impastato. Un accordo che avvia il percorso per rendere il luogo, divenuto simbolo della lotta alla mafia, accessibile a tutti. A siglare l’intesa il governatore Nello Musumeci, il sindaco Leoluca Orlando e il vice sindaco del centro palermitano Aldo Ruffino. Presenti anche Giovanni Impastato e il mondo dell’associazionismo legato alla memoria del giornalista. La Regione esproprierà l’edificio nel quale, nel 1978, fu ucciso Peppino Impastato e il terreno circostante, mentre la Città metropolitana di Palermo procederà al recupero del bene per la sua fruizione d’intesa con il comune di Cinisi. Il casolare era stato precedentemente dichiarato di interesse culturale. La casa rurale in una stradina interna nei pressi dell’aeroporto Falcone e Borsellino, dove il fondatore di Radio Aut venne trascinato e ucciso dagli uomini della mafia prima di essere adagiato sui binari per simulare un’esplosione accidentale nel corso di un fallito attentato. Per l’esproprio della casa rurale prevista una spesa di 106 mila euro.