Il ciclone Harry ha spazzato con violenza la Sicilia occidentale nelle ultime quarantotto ore, lasciando sul territorio un bollettino di danni e disagi. Venti di burrasca, e mareggiate hanno messo a dura prova le infrastrutture, sollevato tetti, sradicato alberi e costretto Vigili del Fuoco e Protezione Civile a un lavoro incessante per contenere i danni. Le raffiche di vento hanno raggiunto intensità tali da causare la caduta di alberi e lamiere, impedendo temporaneamente la normale circolazione su strade urbane e provinciali e danneggiando tetti e strutture leggere. Per l’intera provincia di Trapani si contano circa cento interventi dei Vigili del Fuoco, concentrati principalmente nella rimozione di ostacoli, nella messa in sicurezza di tetti pericolanti e nella verifica di strutture a rischio statico, mentre squadre speciali di soccorso idrico restavano allerta per possibili allagamenti di sottopassi e garage.
A Mazara del Vallo, le mareggiate generate dal ciclone hanno sollevato onde alte fino a 8 metri, devastando tratti di costa e mettendo in serio pericolo le attività portuali e i litorali attrezzati.
A Partinico, il maltempo ha causato continui disagi alla viabilità: alberi caduti, pali dell’illuminazione sradicati e segnali stradali piegati dal vento hanno costretto i Comuni ad attivare immediatamente piani di intervento straordinari.
Nel capoluogo palermitano i Vigili del Fuoco hanno operato senza sosta nelle ultime 24 ore, quando il numero complessivo degli interventi è ammontato a circa 190. Durante le ore notturne è stato raddoppiato il dispositivo di soccorso provinciale. Intorno alle 19 di ieri, un’autovettura è affondata nel porticciolo dell’Arenella, con il proprietario fortunatamente salvo; il secondo, intorno alle 2.20 di notte, ha visto il distacco di due pontili al Molo Trapezoidale con numerose imbarcazioni a rischio. L’intervento delle squadre dei Vigili del Fuoco, che hanno realizzato un ancoraggio di fortuna nonostante le proibitive condizioni meteo, ha evitato che oltre 20 barche andassero alla deriva. Al netto dei danni materiali, fortunatamente non si segnalano vittime. Tuttavia la conta dei costi economici è solo all’inizio: commercianti costieri e operatori turistici già denunciano perdite ingenti per il fermo delle attività, mentre le amministrazioni locali valutano le richieste di stato di calamità naturale da presentare alla Regione.






