E’ indagato per il reato di presunta corruzione e si trova ai domiciliari da un anno. Nonostante ancora non ci sia stata una sentenza passata in giudicato che ne attesti la colpevolezza sia il tribunale del Riesame che quello di Marsala, dove è in corso il processo, respingono la richiesta di annullamento dei domiciliari “perché, secondo i giudici, non ci sono i motivi per renderlo libero”. Ma gli avvocati Pietro Riggi e Vito di Graziano non si arrendono ed hanno presentato una nuova richiesta al tribunale di Marsala per annullare i domiciliari ad Angelo Rocca. Tra le motivazioni del ricorso sottolineano che Rocca, uscito da casa, ha la possibilità di lavorare, elemento in più per annullare i domiciliari. Il limite di pena per la detenzione domiciliare è di quattro anni. In Italia per fatti e quindi reati molto più gravi, capita, come raccontano le cronache, che non si finisce in carcere o ai domiciliari. Dicono gli avvocati Riggi e Di Graziano che dimostreranno l’infondatezza dell’accusa di corruzione.
Prossima udienza il 12 novembre dove sono sotto processo anche l’ex senatore Antonino Papania, il suo braccio destro Angelo Rocca e Manfredi Vitello di Cinisi vice presidente e direttore del CeSiFop. Tutti e tre debbono rispondere di corruzione. Per i tre il Pm ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato passando dalle indagini dell’udienza preliminare all’udienza dibattimentale. Secondo le indagini della Guardia di Finanza, Papania avrebbe promesso posti di lavoro in corsi di formazione per aumentare il consenso elettorale per il movimento Via dallo stesso fondato. Accusa sempre respinta dai tre imputati. Angelo Rocca, 42 anni, alcamese, coordinatore provinciale di Via, movimento ispirato dall’ex senatore Nino Papania, scese in lista “Popolari e Autonomisti” alle ultime elezioni regionali per tentare di conquistare uno scranno al parlamento siciliano. Prese 3 mila 361 voti non sufficienti per essere eletto. Per questo filone di indagine sono una decina le persone indagate in provincia. Papania, accusato di voto di scambio politico mafioso, si trova dallo scorso luglio ai domiciliari, per l’operazione antimafia “Eirene” per la quale è in corso il processo a Trapani che riprenderà l’undici novembre.






