Cede il canale di Crocevie Valderice tra allarmi ignorati e competenze rimpallate

Un tratto della sponda del canale che attraversa il centro abitato di Crocevie è crollato ieri mattina, riaccendendo paure e polemiche in una zona che da anni convive con criticità idrauliche e segnalazioni rimaste senza risposte definitive. Il cedimento, secondo le prime indicazioni, sarebbe stato aggravato dalle abbondanti piogge delle ultime settimane, che avrebbero accelerato un dissesto strutturale già evidente. La preoccupazione tra i residenti è immediata, anche perché — come segnalato — esisterebbe un’ulteriore porzione del canale, in prossimità della zona del Royal Bar, che presenta segni di cedimento e potrebbe essere a rischio crollo. Un elemento che rende la situazione ancora più delicata, soprattutto in un’area densamente abitata. Sulla vicenda è intervenuto il gruppo politico locale Amiamo Valderice, che parla apertamente di un evento grave e chiede interventi immediati. In una nota i consiglieri invitano a evitare strumentalizzazioni, sottolineando però come le segnalazioni dei cittadini negli anni non siano mancate. “Oggi è il momento della responsabilità”, affermano, ribadendo la disponibilità a collaborare con istituzioni e autorità per reperire risorse e individuare soluzioni rapide. L’obiettivo dichiarato è uno: ripristinare la sicurezza nel più breve tempo possibile. Dal fronte istituzionale arriva la posizione del sindaco Francesco Stabile, che chiarisce come la gestione dei canali non sia competenza diretta del Comune ma del Genio Civile. Il primo cittadino spiega tuttavia che l’amministrazione si era già attivata mesi fa, incaricando geologi e ingegneri per la redazione di un progetto esecutivo relativo allo stato del canale. Il progetto, precisa, è attualmente in attesa dei pareri necessari e della convocazione della conferenza di servizi, passaggi burocratici indispensabili prima di qualsiasi intervento strutturale. Nel frattempo resta l’emergenza concreta: un’infrastruttura che cede nel cuore di una frazione abitata e la necessità di prevenire ulteriori collassi.