Causa fra Comune di Calatafimi e Regione per 825.000 euro. “Dionisiache”, niente collaborazione

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Braccio di ferro fra il Comune di Calatafimi e l’assessorato regionale ai beni culturali. In ballo ci sono 825.000 euro che l’amministrazione comunale richiede da tempo e che adesso sono finiti al centro di una causa civile dinanzi al tribunale di Palermo. Si tratta delle somme derivanti dai biglietti d’ingresso al parco archeologico di Segesta che al 30%, secondo una convenzione sottoscritta con i beni culturali, sarebbero dovuti andare al Comune calatafimese. Il bilancio dell’ente locale si trova quindi questo buco da colmare. La cifra non incassata si riferisce al periodo in cui la convenzione era vigente, vale a dire dal primo luglio del 2014 fino al 16 luglio del 2017.

Una querelle alquanto spinosa con le parti che si appigliano a dati diversi. Gli uffici del parco archeologico, in una ricognizione depositata al dipartimento regionale, avrebbero appurato la presenza di poco più di mezzo milione di euro da girare al Comune di Calatafimi. La Regione, dal suo canto, non riconosce molte spese sostenute dall’amministrazione comunale, quelle per organizzare sagre e altri eventi per rinverdire le tradizioni locali. L’ente locale, prima diretto dal sindaco Vito Sciortino e adesso dal suo successore Antonino Accardo, sostiene invece che l’articolo 2 di quella convenzione, prevedeva e consentiva proprio tale tipo di investimenti. Il prossimo 25 di luglio si terrà l’udienza e il legale del comune di Calatafimi, l’avvocato Claudio Trovato, sosterrà l’ammissibilità di tutte le spese sostenute dall’ente comunale e tutte rientranti nella convenzione sottoscritto nel 2014. Insomma da un lato o dall’altro bisogna ripianare 825.000 euro e c’è anche il rischio che qualche alto burocrate possa essere tirato in ballo.

Ovviamente il contenzioso ha anche incrinato i rapporti fra il Comune e il parco archeologico di Segesta, adesso divenuto ente autonomo anche dal punto di vista finanziario. La prossima stagione al teatro antico dovrebbe già essere abbastanza avanti come organizzazione ed invece tutto arranca. Di certo dovrebbe saltare del tutto il coinvolgimento dell’amministrazione comunale calatafimese che aveva garantito, nel corso degli anni, la pulizia del sito, i bus navetta da e per la fetta del monte Barbaro dove sorge il teatro antico, l’assistenza sanitaria e logistica della Croce Rossa. Alla direzione artistica delle Dionisiache dovrebbe comunque essere confermato Nicasio Anzelmo ma ancora, dalla Regione, non arrivano pur minime notizie sull’ammontare dell’eventuale contributo. Il via della stagione è così slittato al 18 di luglio. Le Dionisache dovrebbero poi andare avanti fino al 9 di settembre.