Castellammare. Incidente sul lavoro Cinque indagati per la morte di operaio romeno

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Il reato ipotizzato per il quale il pm del tribunale di Trapani, Matteo Delpini, ha firmato cinque informazioni di garanzia è quello di omicidio colposo in cooperazione. Indagati l’ alcamese, Giovanni Renda, che lavora in una ditta specializzata nelle forniture di calcestruzzo. Pietro Agnello, alcamese,  47 anni, che manovrava l’autopompa. Gaetano Palmeri, 68 anni, alcamese ma da tempo residente a Castellammare, titolare della ditta che stava eseguendo i lavori, e i castellammaresi Giuseppa Mancino e il figlio Giovanni Safina, proprietari dell’immobile e del terreno dove si stavano eseguendo i lavori e si verificò l’incidente in cui perse la vita il romeno Francisc Paulet di 36 anni. Rimase gravemente ferito il fratello Daniel. Le informazioni di garanzia sono state notificate in questi giorni e fanno seguito al lungo e meticoloso sopralluogo in contrada Costalarga dove un  mese fa si verificò il tragico incidente. Presenti al sopralluogo i difensori degli indagati con i periti da loro nominati. Così come i periti del tribunale e i carabinieri di Alcamo e Castellammare che condussero le indagini. Confermati il sequestro del terreno e dell’autopompa, bloccata sull’area dell’incidente così come il divieto di accesso al villino. Un nuovo sopralluogo è stato disposto dal pubblico ministero per martedì 28 agosto. Dalla ricostruzione fatta dai carabinieri di Alcamo l’incidente sarebbe stato causato dalla rottura del braccio, lungo 25 metri, della pompa per il gettito del cemento. Il braccio si spezzò in due e schiacciò i due fratelli che stavano spalmando il cemento per la realizzazione di un muretto di recinzione nel villino di contrada Costalarga. La morte sul colpo di Francisc Paulet, che abitava da 14 anni ad Alcamo e che con la moglie risiedeva nella via Porta Palermo, suscitò grande commozione nella numerosa comunità romena che vive ad Alcamo e tra i parrocchiani della chiesa di San Francesco d’Assisi. Paulet e la moglie profondamente cattolici non mancavano mai alle funzioni e nella stessa chiesa la famiglia Francisc Paulet- Cristina Litcanu, avevano battezzato, lo scorso 23 giugno,  il proprio bambino. La coppia ha una figlia di sei anni, nata ad Alcamo e che frequenta la scuola elementare. Scontata la costituzione di parte civile. Ancora ricoverato al Civico di Palermo, Daniel Paulet, 27 anni, che rimase gravemente ferito e si sta riprendendo molto lentamente. I fratelli Paulet sono descritti come grandi lavoratori e per accelerare le pratiche per il trasporto in Romania si mobilitò la comunità  romena e scese in campo Elena Ciobanu, responsabile provinciale dell’associazione  Decebal&Traian, che andò anche a Catania per incontrare il console romeno in Sicilia, Iacob Iuan. Tutta la comunità romena di Alcamo e Castellammare e tanti cittadini si mobilitarono per aiutare questa sfortunata famiglia. La stessa Elena Ciobanu incontrò amministratori comunali  alcamesi dichiaratisi disponibili a mettere in atto iniziative  per cercare di dare un aiuto alla famiglia. E come primo atto il Comune ha concesso alcune aule scolastiche dove sarà insegnato il romeno ai bambini nati e residenti ad Alcamo, dove la comunità è composta da quasi 5 mila persone. Mille delle quali iscritte nei registri del Comune. Ed i romeni non intendono trascurare le proprie tradizioni e da due anni organizzano mostre, spettacoli, eventi culturali e due anni fa al teatro Cielo venne a tenere un concerto Maria Ciobanu, una delle cantanti più famose in Romania e rappresentante all’Onu per il suo Stato.