Castellammare del Golfo-Porto e mafia, Comune parte civile

CASTELLAMMARE DEL GOLFO – Si costituisce parte civile il Comune di Castellammare del Golfo nell’ambito del processo che si sta avviando per il caso delle infiltrazioni mafiose per la realizzazione del porto. Presa di posizione che scaturisce dalla recente richiesta della procura di Trapani di rinvio a giudizio dei quattro indagati. “Il Comune è certamente parte offesa – afferma il sindaco Nicolò Coppola -. Riteniamo opportuno affidare l’incarico della difesa degli interessi della nostra città al fine di ottenere il risarcimento dei danni subìti per i presunti reati. Condividiamo la scelta di impegnarci a costituirci parte civile in tutti i procedimenti penali riguardanti fatti illeciti tentati o ideati nel nostro territorio per tutelare gli interessi del Comune e di tutti i cittadini”. Un appalto da ben 40 milioni di euro i cui lavori si sono bloccati nel 2010, con il blitz della guardia di finanza su disposizione della stessa Procura nell’ambito di un’inchiesta antimafia in cui emerse l’utilizzo di cemento depotenziato e l’interessamento all’appalto da parte di Cosa nostra. Soltanto nel luglio del 2013 i cantieri sono stati parzialmente dissequestrati ma di fatto non sono mai ripresi i lavori, nonostante i tanti annunci che nel frattempo sono stati fatti. All’epoca in cui scattò l’indagine furono passati ai raggi x le imprese appaltanti e sub-appaltanti coinvolte nel contratto di esecuzione dei lavori. I finanzieri avevano posto sotto sequestro l’intera struttura cementizia realizzata all’interno dell’area di cantiere del porto dove erano stati dislocati i massi artificiali destinati a contenere il moto ondoso e che non sarebbero stati considerati conformi a quanto stabilito dal contratto di appalto. “La vicenda – prosegue il sindaco – ha creato un danno economico ingentissimo perché oltre alle eventuali responsabilità che saranno accertate dalla magistratura, il cantiere è rimasto fermo per anni con serie difficoltà alla ripresa dei lavori dopo il dissequestro per i danni causati dal fermo e la necessità di predisporre relativa variante. Non secondario il danno morale e di immagine per tutti noi castellammaresi”. Da anni si sente parlare dell’annunciata ripresa dei lavori ma sino ad oggi si sono soltanto sprecati incontri e chiacchiere, senza alcun seguito concreto di riapertura dei cantieri. Il primo cittadino, che sino ad oggi è sempre stato abbastanza fiducioso, ora invece comincia a vacillare per ciò che concerne i lavori bloccati inerenti al I lotto che consistono nel prolungamento del molo foraneo: “Se non si troverà una soluzione – precisa – probabilmente si dovrà procedere ad un nuovo appalto ma speriamo di trovare una soluzione condivisa”. Per quanto riguarda invece i lavori del secondo lotto, finanziati con circa quindici milioni di euro, il sindaco Nicolò Coppola spiega che il consorzio di imprese Sics ha già sottoscritto il contratto di lavoro e potrà iniziare a breve: “Il cantiere non è stato ancora avviato – precisa Coppola – perché il rup, l’ingegnere Giovanni Indelicato dirigente del Genio Civile di Trapani, è andato in pensione e adesso è stato sostituito nel ruolo dall’architetto Giuseppe Motisi”.