Castellammare del Golfo-Intercettazioni sindaco, l’opposizione chiede le dimissioni

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CASTELLAMMARE DEL GOLFO – Soffia la bufera sul palazzo di città di Castellammare del Golfo. Gli 11 consiglieri di opposizione chiedono le dimissioni del sindaco Nicola Coppola (nella foto) e paventano di rassegnare loro stessi il mandato se il primo cittadino non prenderà tale decisione. Se ciò dovesse accadere il consiglio come organo decadrebbe perchè a dimettersi sarebbe la metà più uno dei componenti dell’assise. Tra le motivazioni della forte presa di posizione non poteva non comparire la notizia che circola da giorni, quella della citazione del primo cittadino nella conversazione tra alcuni arrestati all’operazione antimafia “Cemento del Golfo” che ha portato in carcere il boss del paese Mariano Saracino e quattro presunti affiliati. Gli esponenti del civico consesso parlano di “questione morale” in seguito al fatto che nelle intercettazioni si paventa un presunto intervento risolutorio del sindaco riguardo alla concessione per la realizzazione di un distributore di carburanti, finito sotto sequestro per considerato fittiziamente intestato a un prestanome ma riconducibile alla famiglia mafiosa di Castellamare del Golfo. I consiglieri fanno anche un ragionamento politico nel chiedere le dimissioni, accusando Coppola di non avere portato avanti importanti opere pubbliche come il depuratore, lo sblocco del cantiere per il completamento del porto, l’inceppamento della macchina burocratica e l’abbandono progressivo di diversi consiglieri alla coalizione del sindaco che da mesi non ha più la maggioranza. “Al sindaco – si legge nella nota degli 11 consiglieri – chiediamo il primo vero atto di responsabilità e qualora l’invito a dimettersi non dovesse essere accolto siamo addivenuti alla irrevocabile decisione di rassegnare noi le dimissioni da consiglieri comunali nell’esclusivo interesse dell’intera collettività”. Il sindaco però non avrebbe mai fatto trapelare alcuna intenzione di dimettersi e sulle intercettazioni chiarisce: “Il distributore posto sotto sequestro – replica Coppola – è in realtà un deposito di carburante agricolo autorizzato nel 1974. Mi sono documentato: in proposito con gli uffici ed è stato verificato dallo sportello unico per le attività produttive che ad oggi non risulta alcun avvio dell’attività”. Secondo il primo cittadino ci sarebbe in atto un tentativo di intorbidire le acque e conferma: “Questi non sono fatti sui quali io intervengo né sono interessato ad intervenire perché contrario ai miei principi. Sono certo, invece, che quello che ha dato fastidio è la nostra condotta chiara nei confronti della criminalità”.