Castellammare del Golfo, Giubileo straordinario per i 500 anni della Chiesa Madre

Un tempo giubilare straordinario per celebrare cinquecento anni di storia, fede e identità collettiva. Castellammare del Golfo si prepara a un appuntamento particolarmente significativo: il 500° anniversario dell’erezione canonica della Parrocchia Maria Santissima del Soccorso, la Chiesa Madre della città. Il Giubileo straordinario si aprirà lunedì 13 luglio e proseguirà fino al 7 settembre 2026, anniversario dell’erezione canonica della parrocchia. A dare ufficialmente inizio alle celebrazioni sarà il vescovo Pietro Maria Fragnelli, che lunedì presiederà alle 19 la celebrazione eucaristica nella Chiesa Madre. E la scelta del 13 luglio non è casuale. È il giorno in cui Castellammare rievoca uno degli episodi più radicati nella propria tradizione religiosa: l’apparizione della Madonna del Soccorso del 1718. Ma il 2026 segna soprattutto i cinquecento anni dall’erezione canonica della parrocchia, avvenuta nel 1526. Cinque secoli durante i quali la Chiesa Madre ha attraversato trasformazioni profonde. Al suo interno custodisce un patrimonio artistico e religioso che comprende gli affreschi di Giuseppe Tresca, le decorazioni in stucco e, soprattutto, la statua maiolicata della Madonna del Soccorso. Per questa speciale ricorrenza, il vescovo ha chiesto e ottenuto dalla Penitenzieria Apostolica la concessione dell’indulgenza plenaria per i fedeli e i pellegrini che, durante il periodo giubilare, si recheranno nella Chiesa Madre. Ma cos’è, esattamente, l’indulgenza plenaria? Per comprenderne il significato si può ricorrere a una semplice metafora: se il peccato è come un chiodo conficcato in un muro, la confessione toglie il chiodo, cancellando la colpa, ma resta il foro, cioè la conseguenza lasciata dal peccato. L’indulgenza plenaria, nella dottrina cattolica, è ciò che “stucca e ripara” completamente quel foro. Potrà essere ottenuta per sé stessi o per un defunto rispettando le condizioni previste dalla Chiesa: l’esclusione di qualsiasi affetto al peccato, la Confessione sacramentale, la Comunione eucaristica e la preghiera secondo le intenzioni del Pontefice. Anche i malati e quanti non potranno partecipare fisicamente potranno fruire del dono dell’indulgenza, unendosi spiritualmente alle celebrazioni.