Per la seconda volta è finalista al prestigioso premio Campiello: Fabio Stassi con “Bebelplatz. La notte dei libri bruciati” è, nuovamente, nella cinquina finalista della 63^ edizione del Premio Campiello. Stassi si è distinto con un romanzo di qualità e spessore letterario, che caratterizzano lo scrittore fin dagli albori della sua scrittura (con Fumisteria). “Il primo alfabeto che ho imparato è stato quello siciliano. In siciliano sono stato allevato ed il rapporto che ho con la Sicilia è quello che si ha con la terra madre. Ora in Sicilia ci torno ogni estate in una vecchia casa di famiglia, la mia casa degli spiriti”.
Così Fabio Stassi, già in occasione della prima volta al Campiello rimarcava, a chi scrive, il suo stretto legame con Castellammare del Golfo, paese della mamma, Maria Ligotti, e Piana degli Albanesi, città del papà. Siciliano come Pirandello e bibliotecario come il suo Mattia Pascal, Fabio Stassi è diventato noto per l’eccellenza letteraria ed il messaggio sociale dei suoi scritti, buttati giù sul treno, mentre fa il pendolare tra Viterbo e Roma dove lavora in biblioteca. E certamente è tra i meritevoli del prestigioso riconoscimento nazionale per la narrativa contemporanea con “Bebelplatz” (Sellerio Editore): il 10 maggio del 1933, allo scoccare della mezzanotte, in Germania migliaia di libri proibiti vengono dati alle fiamme. Cominciano così i giorni dei Bucherverbrennungen, i roghi dei libri bruciati in tutta la Germania. Il libro di Fabio Stassi è “un inno alla letteratura la cui forza di resistenza è più longeva di ogni potere”. Attraverso un viaggio-ricerca, l’autore indaga sul senso della letteratura e sul suo impatto nella società. Il romanzo “si interroga sul significato della perdita della cultura e della conoscenza, e su come la memoria possa essere salvaguardata di fronte alla distruzione e all’oblio”. Un omaggio al potere salvifico dei libri e della scrittura. Fabio Stassi già nel 2013 entrò nella cinquina finale del prestigioso premio Campiello con “L’ultimo ballo di Charlot”, tradotto in diciannove lingue. Con il libro vinse il premio Racalmare intitolato a Leonardo Sciascia che lo emozionò particolarmente.
Perché Fabio Stassi è lo scrittore che, pur essendo sempre vissuto a Roma, pensa in siciliano: persona attenta e disponibile sempre pronta ad un attimo di riflessione ed attenzione all’altro. E se il libro finalista al Campiello nel 2013 era un singolare gioco con la morte all’ultima risata (“anche questa è una caratteristica tutta siciliana, il sorriso nella drammaticità dei fatti” – disse Fabio Stassi-), “Bebelplatz” è un’inchiesta storica e politica, ma anche esistenziale. Il rogo nella piazza di Berlino “si rinnova ogni volta che uno scrittore o un poeta sono censurati e messi a tacere -ha detto Fabio Stassi- Accade ogni giorno e Bebelplatz è nel presente. Occorre capire meglio quel che è successo per comprendere meglio quel che sta succedendo”. L’indagine di Fabio Stassi in Bebelplatz sul potere dei libri e sulla loro capacità di resistere alla distruzione richiama Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, un classico distopico sul ruolo del libero pensiero. Dalla cinquina finale indicata dalla prestigiosa giuria composta da autorevoli personalità del mondo letterario ed accademico, il libro passerà al vaglio dei trecento lettori anonimi che decreteranno il vincitore del Premio Campiello che sarà annunciato sabato 13 settembre, al teatro La Fenice di Venezia. A Fabio Stassi è stato conferito dalla sezione tedesca del PEN International il Premio Hermann Kesten 2024 per la difesa della libertà di parola. L’Italia che crede nel merito, con in particolare la Sicilia e Castellammare del Golfo come Piana degli albanesi, si augurano che gli venga riconosciuto il premio Campiello che, per la sua attenzione all’originalità, alla qualità e soprattutto all’attuale messaggio sociale e culturale delle opere selezionate, non può che essere consegnato all’eccellenza letteraria di Fabio Stassi, novello Pirandello






