Castellammare del Golfo-Estinzione Ipab, sentenza del Tar attesa a giorni

C’è grande attesa per i 9 lavoratori e lavoratici dell’oramai ex Ipab “Regina Margherita” di Castellammare del Golfo. A giorni è attesa la sentenza del Tar che dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato dal Comune castellammarese che si è opposto al decreto emanato dal presidente della Regione di estinzione dell’istituto con conseguente trasferimento di immobili e personale sul groppone del municipio. Lo scorso 5 giugno si è tenuta l’udienza di merito conclusiva ma il deposito della sentenza avverrà non prima di 15-20 giorni. Lo scorso anno il Tar accolse intanto la sospensiva che sino ad oggi ha congelato ogni provvedimento derivante dal decreto emanato per l’appunto dal governatore siciliano in cui si dichiara per l’appunto l’estinzione dell’istituto devolvendo il patrimonio al Comune di Castellammare che però di contro si deve farsi carico “di ogni rapporto attivo e passivo”, assorbendo quindi anche il personale dipendente facendone salvi i diritti acquisiti in rapporto al maturato economico. In buona sostanza se il Tar dovesse ritenere valido questo provvedimento per l’ente locale sarebbero dolori, dovendosi far carico di costi esorbitanti per pagare il personale, debiti compresi, con il rischio di un dissesto economico del municipio. Nel frattempo però è andata avanti una sorta di procedura fallimentare portata avanti dal tribunale che ha nominato un curatore il quale ha venduto all’asta per 330 mila euro un immobile di proprietà dell’Ipab in via Marconi. Soldi che finiranno nelle casse dell’Inps che con l’istituto aveva maturato un debito complessivo da mezzo milione di euro. Uno dei tanti debiti di questa struttura che soprattutto con il personale ha accumulato oltre una ventina di stipendi arretrati. “Una vera vergogna che si sia concretizzata questa vendita dell’immobile – tuona il sindaco di Castellammare del Golfo, Nicola Coppola -. Credo che in questo caso la legge non avrebbe dovuto acconsentire una cosa del genere. Sarebbe stato opportuno che si aspettasse prima di tutto la sentenza del Tar prima di fare un passo del genere. Il bene venduto, realizzato su due elevazioni, era stato stimato dal Comune in un valore di 1,2 milioni di euro ed è stato praticamente svenduto. Un bene che sarebbe potuto servire soprattutto a ripianare i debiti di questo istituto accumulato nei confronti dei lavoratori”. La sentenza del Tar servirà soprattutto a stabilire chi dovrà farsi carico di questi debiti e quale sarà soprattutto il futuro di questi lavoratori che ad oggi sono formalmente disoccupati, intrappolati nel limbo della lentezza della giustizia. “Noi siamo con i lavoratori – aggiunge Coppola – che sono vittime della Regione in questa vicenda che ha dell’incredibile. Il nostro Comune non può farsi carico di 2 milioni di euro di debiti e di altro personale”.