Castellammare del Golfo-Estinzione Ipab, è scontro a distanza sindaco-commissario

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E’ scontro sulle 9 lavoratrici dell’Ipab di Castellammare del Golfo tra il commissario straordinario dello stesso istituto, Vincenzo Raitano, e il sindaco Nicola Coppola. Tra i due è oramai guerra a suon di carte bollate e lettere al vetriolo riguardo a chi deve farsi carico delle impiegate all’Ipab “Regina Elena” dopo il decreto di estinzione dell’istituto castellammarese emesso dal presidente della Regione Rosario Crocetta. Toni davvero duri quelli usati da Reitano nei confronti del primo cittadino: “L’automatismo del trasferimento del personale dall’Ipab al Comune – scrive – trova riscontro nella legge regionale 22 del 1986. Non si fanno gli interessi dei lavoratori mettendosi di traverso”. Un’accusa ben precisa nei confronti del sindaco la cui replica non si fa attendere: “C’è una sospensiva del Tar che di fatto congela tutto – sostiene Coppola -, quindi non sono certamente io quello che non fa gli interessi dei lavoratori. Il commissario straordinario se ne sta soltanto lavando le mani lasciando al loro destino queste persone che hanno una loro dignità”. Reitano, per effetto del decreto presidenziale, ha già consegnato le chiavi della sede dell’Ipab al Comune già tempo prima che fosse emesso questo dispositivo del tribunale amministrativo. Le 9 lavoratrici da allora stazionano nei corridoi della sede centrale del municipio in attesa che qualcuno dia loro nuove disposizioni. Nel frattempo nella sede dell’Ipab si riscontra una condizione igienico-sanitaria gravissima anche per effetto dei mancati interventi di pulizia e proprio per questo le lavoratrici non hanno alcuna intenzione di rientrare in questa sede. Nei fatti il tar ha accolto la richiesta avanzata dal Comune di sospendere ogni provvedimento derivante dal decreto emanato dal presidente della Regione nel marzo scorso in cui si dichiara per l’appunto l’estinzione dell’istituto devolvendo il patrimonio al Comune di Castellammare che però di contro deve farsi carico “di ogni rapporto attivo e passivo”, assorbendo quindi anche il personale dipendente facendone salvi i diritti acquisiti in rapporto al maturato economico. Si entrerà nel merito della vicenda alla prima udienza utile che verrà fissata per giugno 2017. Nel frattempo il tribunale ha chiesto di acquisire dall’assessorato regionale della Famiglia e delle Politiche sociali la documentazione in ordine alle modalità con cui è avvenuta originariamente l’assunzione dei dipendenti dell’Ipab “nel cui rapporto d’impiego dovrebbe subentrare il Comune di Castellammare del Golfo”: “Considerato che non può escludersi la fondatezza del ricorso – motiva la terza sezione del Tar Sicilia – va accolta l’istanza cautelare”. Sulla carta quindi la decina di lavoratori impiegati all’Ipab dovrebbero ancora essere a libro paga della Regione sino a che il Tar non emetterà sentenza.