Castellammare del Golfo: crescita della povertà, sostegno ad altre 50 famiglie

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“Cerchiamo di dare risposte concrete ai sempre più numerosi cittadini che ci chiedono aiuto. Negli ultimi giorni sono davvero amareggiato per la richiesta, fattaci anche in maniera forte, di concittadini che hanno bisogno di beni di prima necessità. Per questo ho appena incontrato padre Antonio Garau: abbiamo concordato che tramite la sua associazione “Jus vitae”, che gestisce il centro Don Pino Puglisi, ad almeno altre cinquanta famiglie, individuate e segnalate sempre tramite i Servizi Sociali, saranno distribuiti generi alimentari”. Lo afferma il sindaco Nicolò Coppola che fa presente di aver avviato una collaborazione con padre Antonio Garau ed il centro distribuzione di generi alimentari Agea per le famiglie bisognose “Don Pino Puglisi”, sorto in un bene confiscato alla mafia in contrada Tavolatella, per aumentare il numero di famiglie alle quali vengono distribuiti generi alimentari. Una presa di posizione che parte dalle proteste che ci sono state nei giorni scorsi da decine di cittadini in difficoltà economica che hanno puntato il dito sulle istituzioni ai vari livelli incapaci di creare le condizioni di lavoro e sviluppo necessarie per il territorio. “Si tratta di un percorso di coinvolgimento e condivisione che facciamo partire mettendo a disposizione mezzi e personale comunale per aiutare chi in questo momento non ha la possibilità di concedersi neanche un pasto, per poi coinvolgere i volontari e le nostre associazioni – prosegue il sindaco Nicolò Coppola -. La meritevole opera svolta dal banco alimentare, dal centro Puglisi, i contributi e i progetti di lavoro dei nostri Servizi Sociali, non sono più sufficienti. Forme di assistenzialismo pur necessarie e che tramite le attività avviate dai Servizi Sociali, lavoriamo perché si traducano in percorsi lavorativi che possano portare quanti più castellammaresi ad essere autosufficienti”. Il primo cittadino annuncia che nelle sue intenzioni c’è quella di coinvolgere in questo processo di sostegno agli indigenti anche operatori economici, ristoranti e bar. Il centro Puglisi è finanziato, infatti, con le raccolte fondi organizzate dall’associazione e donazioni dei privati che diventano sempre minori, mentre si tocca con mano l’impoverimento crescente delle famiglie. “Cerchiamo di dare il massimo aiuto – aggiunge Coppola – e per questo, con assunzione di responsabilità da parte dell’istituzione che rappresentiamo, sosterremo il centro a beneficio dei nostri cittadini che non possono permettersi generi alimentari, vestiti, beni di prima necessità. Nell’ottica di politica solidale che portiamo avanti dal nostro insediamento, chiediamo anche la collaborazione e partecipazione di tutti i cittadini”.