Castellammare del Golfo-Comune: pugno duro contro mobbing, peculato e mafia

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Da un richiamo verbale al licenziamento in tronco. Il Comune di Castellammare del Golfo approva un nuovo regolamento di disciplina per i propri dipendenti, aggiornandolo rispetto alle attuali disposizioni normative che danno maggiore discrezione d’intervento diretto alle pubbliche amministrazioni in caso di applicazione di sanzioni per il personale dipendente. In tutto 24 articoli che sono stati approvati dalla giunta guidata dal sindaco Nicola Coppola e che pongono una serie di sanzioni che possono arrivare persino alla rimozione del lavoratore in caso di gravi inadempienze. Il licenziamento senza preavviso è contemplato per fatti che vanno dalle condanne passate in giudicato per corruzione, peculato o comunque per reati connessi alla mafia, per arresti in flagranza di reato convalidati dal Gip, oppure per violazioni in servizio che comportano danno certo al Comune e alla cittadinanza. Contemplato anche il licenziamento con preavviso: in questi casi rientrano i reati di mobbing o molestie sessuali, assenza ingiustificata dal lavoro per oltre 15 giorni, insufficiente rendimento per oltre due anni e ritardi nell’emanazione di atti. Ci sono inoltre le sospensioni dal servizio: per 10 giorni, con privazioni della retribuzione, per ingiustificate assenze o ritardi entro i 10 giorni, reiterate omissioni, falsa testimonianza o reticente in caso di sottoposizione a procedimento disciplinare, comportamenti minacciosi, ingiuriosi e calunniosi nei confronti di colleghi o amministratori; si rischia la sospensione per 20 giorni invece quando ci si assenta dal posto di lavoro dagli 11 ai 15 giorni, mancato controllo o vigilanza in caso di funzionari o responsabili di settori ed uffici, manomissioni di fogli di presenza e alterchi con colleghi o cittadini-utenti. I procedimenti disciplinari avviati successivamente alla data di approvazione del regolamento sono soggetti a questa nuova disciplina mentre quelli già avviati rimangono soggetti alla precedente regolamentazione e sono conclusi secondo le regole già in vigore. Già il Comune ha avviato dei licenziamenti nel recente passato ed hanno riguardato un vigile urbano, Salvatore Lannino, l’architetto funzionario responsabile del settore abusivismo e condono Vincenzo Bonventre e l’ex dirigente dell’ufficio tecnico Antonino Palmeri. Questi ultimi due furono coinvolti nell’inchiesta antimafia “Tempesta” nella quale emerse che l’ufficio tecnico del Comune di Castellammare sarebbe stato a disposizione della mafia. Lannino ha impugnato il licenziamento subito per via dei due procedimenti giudiziari che lo hanno riguardato. L’ex pubblico ufficiale è stato prima sospeso, dietro sollecitazione della Procura di Trapani, e infine licenziato. A lui il tribunale ha inflitto la misura cautelare personale interdittiva della “sospensione dall’esercizio delle funzioni di pubblico ufficiale presso la Polizia Municipale del Comune”. L’ex vigile più recentemente fu tirato in ballo per una presunta truffa sui buoni benzina per i rifornimenti alle auto della polizia municipale. Patteggiò per questo una pena a due anni per aver utilizzato per propri scopi una carta prepagata, in uso all’amministrazione per acquistare carburante.