Castellammare del Golfo-Abusi sessuali su minore: condannato ex consigliere provinciale

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Nove anni di reclusione per Piero Russo, 52 anni di Castellammare del Golfo, esponente politico di spicco, ex consigliere provinciale e già candidato sindaco per Castellammare. Il tribunale di Trapani lo ha riconosciuto colpevole di violenza sessuale ai danni di un minore. E’ finito sotto processo perchè avrebbe abusato del figlio di una coppia di amici. I fatti si sarebbero consumati tra il 2008 e il 2009 quando all’epoca la presunta vittima aveva 12 anni. Russo avrebbe abusato del piccolo, secondo l’accusa che ha retto in aula, approfittando dell’amicizia con i genitori che in tutta tranquillità gli affidavano il proprio figlio. Il ragazzo adesso ha venti anni. Le violenze sarebbero state consumate tra Custonaci, nell’estate 2008, e a Castellammare del Golfo dall’estate del 2008 alla fine del 2009. “Andavamo in seconda media, quando mi raccontò dell’accaduto – ha detto durante un’udienza Silvia, una ragazza, amica della vittima chiamata a testimoniare – mi raccontò che un amico di famiglia, il signor Russo, aveva approfittato di lui. Mi raccontò che era ad una festa, una mangiata con amici di famiglia, e la sera in una casetta attigua il signor Russo fece toccare le parti intime e poi lo portò in un altra stanza e lo obbligò a consumare un rapporto orale. Io avevo capito che qualcosa non andava, lui era molto per i fatti suoi, ma poi su mia richiesta lui me ne parlò. L’episodio avvenne quando aveva 12-13 anni”. La parte civile era assistita dall’avvocato Francesco Caratozzolo del foro di Termini Imerese: “Una sentenza importante – commenta soddisfatto il legale – che fa leva sulle robuste prove confluite nel processo”. Russo, presente in udienza, non è voluto intervenire e non ha rilasciato dichiarazioni. E’ stato condannato anche a pagare a titolo di risarcimento danno alla vittima dei suoi abusi una provvisionale di 40 mila euro. Le attenzioni dell’ex consigliere provinciale nei confronti del ragazzino sarebbero state scoperte qualche tempo dopo dai genitori i quali hanno subito sporto denuncia. All’attenzione degli inquirenti ci sarebbero anche dei messaggini sul cellulare del ragazzino inviati proprio da Russo che farebbero trapelare queste sue particolari “attenzioni morbose”. L’ex consigliere provinciale ha sempre respinto ogni accusa sostenendo, prima della sentenza, di avere fiducia nella magistratura.