Castellammare. Assemblea dei radicali per la modifica di otto leggi

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Lanciata stamane a Castellammare del Golfo dall’assemblea del Partito radicale una campagna per la modifica di otto leggi, ritenute inadeguate e che non rendono quella giustizia che spesso viene sollecitata. Fra le proposte di legge ad iniziativa popolare vi è la richiesta di cambiare la normativa sulla confisca di prevenzione antimafia, alla cui redazione ha collaborato, un team di esperti fra cui l’avvocato Saro Lauria, direttore nazionale del Progetto innocenti e promotore dell’evento. Lauria difende alcune persone che pur essendo state completamente assolte dall’accusa di associazione mafiosa si nono visti ugualmente confiscare i propri immobili. Per Lauria si tratta di un “vera e propria ingiustizia”. Succede infatti che incriminazione e sequestro sulla stessa persona viaggiano su due linee parallele. Una della magistratura inquirente e una sul sequestro. Succede che un indagato venga scagionato mentre su un altro fronte sono state avviate le procedure del sequestro e poi la confisca. La legge comunque prevede che se ci sono sospetti che la proprietà degli immobili o altro sia frutto di collusione con la mafia, tutto va sequestrato nonostante l’assoluzione per mafia. Interessanti e numerose le relazioni del professor Angelo Mangione, della Lumsa, di Sergio D’Elia e di avvocati, tra cui Laura Ancona che hanno  proposto l’abolizione dell’ergastolo ostativo. Ricordiamo che vittime di ingiustizia, dopo un lungo iter processuali sono risultati l’alcamese Benedetto Labita, cognato del boss Vincenzo Milazzo, assassinato una decina di anni fa, al quale sono stati restituiti beni immobili. Emblematico di un caso di vittima della giustizia è quello di Giuseppe Gulotta, accusato della strage di Alcamo Marina, che è stato scagionato dopo un calvario durato oltre 25 anni e risarcito dallo Stato. L’assemblea del Partito radicale, svoltasi stamane presso il castello arabo-normanno di Castellammare, ha voluto gettare le basi per la modifica di otto leggi contro il regime per dare, attraverso la legge, ai giudici la possibilità di avere uno spettro di leggi più numerose, quando debbono sentenziare su determinati casi.