’ex deputato regionale siciliano Paolo Ruggirello è stato trasferito ieri dalla Casa circondariale di Trapani al carcere di Catanzaro per iniziare a scontare la pena definitiva di 12 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, in esecuzione del verdetto della Corte di Cassazione che lo scorso novembre ha respinto il ricorso della difesa. Il trasferimento segna una svolta nella lunga vicenda giudiziaria che ha visto al centro un politico di primo piano del panorama siciliano, già esponente del Partito Democratico, del Movimento per le Autonomie e figura influente a Trapani per tre legislature all’Assemblea Regionale Siciliana.
La condanna nasce dall’operazione antimafia “Scrigno”, coordinata dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Trapani e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, che nel marzo del 2019 portò all’arresto di 25 persone, tra cui Ruggirello e figure ritenute vicine alla cosca dei Virga, con l’accusa di aver favorito l’organizzazione e aver tratto vantaggio politico da questo rapporto. Il Tribunale di Trapani nel 2023 aveva inflitto la pena di 12 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, pena poi confermata dalla Corte d’Appello di Palermo il 25 gennaio 2025. La difesa aveva tentato l’ultimo appello in Cassazione, ma la Suprema Corte ha definito il verdetto in via definitiva, aprendo la strada al trasferimento in un penitenziario lontano dalla Sicilia. Il carcere di Catanzaro è una struttura destinata a detenuti con condanne definitive, dove la pena si sconta a regime pieno, a differenza della casa circondariale di Trapani, adatta soprattutto a misure cautelari.
Si chiude così una fase lunga e tormentata: per la politica locale, un segnale forte della vulnerabilità delle istituzioni di fronte alle trame di Cosa nostra. Diversi esponenti politici e istituzionali hanno parlato di un segnale forte dello Stato contro le collusioni tra mafia e politica ma anche del danno d’immagine per la classe dirigente locale.






