“Casa degli Orrori” a Castellammare: nove anni a Cerni e Rizzo, sette a Bosco

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Casa degli Orrori

Condanne pesantissime per i tre imputati finiti sotto processo nell’ambito dell’inchiesta che nel novembre del 2017 portò alla scoperta, a Castellammare del Golfo,  di una Casa degli Orrori dove gli anziani ospiti venivano maltrattati e sbeffeggiati. Il giudice monocratico Franco Messina ha emesso questa mattina la sentenza di condanna: 9 anni di reclusione per il castellammarese sessantottenne Matteo Cerni e l’alcamese trentaduenne Marianna Rizzo, 7 anni alla castellammarese Anna Maria Bosco di 48 anni. I loro avvocati, rispettivamente Antonino Gucciardo, Domenico Amoroso e Aurelio Cacciapalle hanno richiesto e ottenuto gli arresti domiciliari per i loro assistiti.

Accolti quindi tutti i capi di accusa dei PM: maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona e tortura. I primi due con l’aggravante di averli commessi ai danni di persone con minorata difesa e con sevizie e crudeltà. Un’altra imputata, Rosanna Galatioto di 49 anni aveva scelto il rito abbreviato ed era stata già condannata a 6 anni. Cerni, Rizzo e Bosco hanno anche subito l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e dovranno risarcire le parti civili, in tutto 11 compreso il comune di Castellammare del Golfo.

L’operazione che fece luce sugli orrori quotidiani all’interno della casa di riposo “Rosanna”, venne messa segno dai carabinieri della Compagnia di Alcamo e dal quelli della stazione di Castellammare del Golfo Luigi Gargaro. I quattro aguzzini vennero inchiodati dalle telecamere e dalle cimici piazzate dai militari dell’Arma nei locali della comunità-alloggio di via Segesta. Tra gli episodi più terribili che sono stati appurati dagli inquirenti, quello che vide un’anziana schiaffeggiata e derisa per i suoi problemi di incontinenza e perché sporcava continuamente il pannolone. Un altro orrore colpì un latro anziano costretto  a pulire con il corpo la saliva che accidentalmente perdeva dalla bocca e finiva sul pavimento. Un paradiso sulla carta ma un piccolo “lager” nella realtà. Adesso i quattro protagonisti degli orrori sono stati tutti condannati e con pene anche pesanti.