Carcere, sartoria interna convertita per fare mascherine. Intesa fra Santangelo e Rosania

Da sinistra: Santangelo, cortile carcere e Rosania

Passi in avanti per la conversione del laboratorio di sartoria della Casa di Reclusione di Favignana Un semplice laboratorio di sartoria all’interno di un penitenziario può assumere anche un grande valore sociale. È questo il senso dell’iniziativa del senatore Vincenzo Santangelo che lo scorso aprile ha inviato una nota al direttore della casa di reclusione di Favignana per chiedere la conversione del laboratorio di sartoria presente nella struttura e a disposizione dei detenuti, al fine di attivare la produzione di mascherine chirurgiche. Attività già praticata con grande successo ed entusiasmo in altri istituti penitenziari.

“Ho ricevuto, oggi, la risposta da parte del dott. Rosania, direttore del carcere di Favignana – ha detto il senatore Santangelo – dalla quale ho appreso con piacere che nell’attesa che le ditte incaricate provvedano ad eseguire le verifiche tecniche necessarie per garantire le funzionalità del laboratorio, è stata già individuata all’interno di un gruppo di volontari che collabora con la Direzione, una figura che potrebbe svolgere la funzione di capo d’arte indispensabile per avviare e sopravvedere l’attività formativa dei detenuti nel laboratorio di sartoria”.

Il senatore trapanese del Movimento 5 Stelle ha poi voluto ringraziare Rosania per l’interessamento e si è dichiarato “fiducioso che, una volta completati i controlli di sicurezza, all’interno del laboratorio possa essere avviata quanto prima la produzione di mascherine chirurgiche, attività formativa di grande utilità sociale non solo per la popolazione carceraria”.