Caporalato ad Alcamo, riesame accoglie richiesta di sequestro per 4 aziende

Dopo le indagini del settore anti-crimine del commissariato di Alcamo e le 11 misure di custodia cautelare e i sequestri richiesti dalla procura, ieri è arrivato il pronunciamento del tribunale del riesame delle misure reali in relazione all’indagine che ha provato a far luce su numerosi episodi di caporalato nelle campagne di Alcamo e Castellammare. Lavoratori sfruttati e sottopagati, sia del luogo ma soprattutto giovani extracomunitari, vittime dei poco umani metodi adottati dai ‘caporali’.

Il riesame ha adesso ammesso il sequestro, disponendo la nomina di un curatore giudiziario, di 4 delle 6 aziende agricole coinvolte. Si tratta di quelle degli alcamesi Giuseppe Calia, Salvatore Gucciardo e della moglie di Vincenzo Coppola nonché quella del castellammarese Salvatore Mercadante, già arrestato nel giugno scorso nel blitz antimafia ‘Cutrara’. Il tribunale del riesame ha invece respinto le richieste della Procura per le altre misure anche per quelle a danno dell’alcamese Nicolò Lo Ciacio, 33 anni, unico indagato finito agli arresti domiciliari e poi rimesso in libertà, ritenuto dalla polizia e dalla procura, il promotore e l’organizzatore delle selezioni dagli operai da impiegare nei campi. Nella sentenza emessa eri il tribunale del riesame delle misure reali ha inoltre preso nuovamente in considerazione il reato di associazione a delinquere finalizzata all’intermediazione illecita e allo sfruttamento del lavoro.

Fra sentenze, ricorsi, opposizione e gidizi fra Palermo e Trapani, la storia del caporalato ad Alcamo è tuttora aperta a diverse probabili soluzioni giudiziarie. Nei primi giorni dle mese di marzo, infatti, il Riesame di Palermo dovrà pronunciarsi sui ricorsi presentati dalla procura della repubblica di Trapani contro la decisione del GIP che non aveva accolto le richieste di custodia cautelare per tutti gli undici indagati. L’indagine, nata dalla denuncia di uno dei gestori dei centri per migranti dove risedevano alcuni dei lavoratori sfruttati, è stata coordinata dal procuratore Maurizio Agnello e dal sostituto Francesca Urbani.