Caos sui numeri sempre attuale dopo due anni di pandemia. Necesstia dettagliare, sarebbe ora

In due anni di pandemia poco è cambiato per quanto riguarda il caos dei numeri. Conteggi ballerini e criteri che, se ammissibili nei primi mesi dell’emergenza sanitaria, adesso non possono esserlo più. Bisogna ripensare e ridisegnare, e anche in fretta, il metodo del conteggio dei casi e dei ricoverati di Covid magari evitando anche i bollettini quotidiani che mettono l’ansia. Adesso anche il CTS se ne sta rendendo conto e dovrebbe lanciare delle proposte in tal senso. Il caos riguarda non soltanto la distinzione fra ammalati e asintomatici ma anche quella fra primo tampone e tamponi di controllo, fra deceduti o ricoverati soltanto per covid e chi invece si è recato in ospedale per altre patologie o è deceduto per altri problemi di salute. In Italia, su tutti questi fronti, dal marzo 2020 e fino a oggi è cambiato veramente poco.  Anzi, in provincia di Trapani, finalmente nel bollettino di venerdì è stato diramato anche il conteggio degli asintomatici.  Su 13.593 positivi su tutto il territorio trapanese ben 13.012 sono asintomatici. E’ già questo un interessante distinguo che fa più luce sull’attuale pericolosità del virus che rimane, però, contagiosissimo con le varianti delta e omicron. Serve però chiarezza anche su altri fronti. Fra coloro che vengono dichiarati deceduti per covid ne rientrano tantissimi che hanno perduto la vita soprattutto per altre patologie e che poi hanno contratto il virus. Inoltre, quando vengono diramati i numeri dei ricoverati positivi, non si tiene conto di tutti coloro che si recano in ospedale per qualsivoglia motivo, anche la frattura di un femore o una colica renale, e risultano positivi al tampone d’ingresso in ospedale. Ma le cifre hanno anche altre storture che sono rimaste tali e quali per oltre 20 mesi.

Se i ritestintg, vale a dire il secondo o terzo tampone alla stessa persona per controllare se sia ancora positiva, viene sommato al numero totale dei contagiati. Insomma non si è mai capito, nei vari bollettini delle ASP, delle regioni e del governo centrale, quali siano, giorno per giorno, gli effettivi nuovi positivi. Intanto il CTS sta valutando tutto ciò e pensa a un solo bollettino settimanale che potrebbe essere di minore impatto psicologico e soprattutto più ragionato e veritiero. Questo non significa che finora siano stati snocciolati numeri a caso o gonfiati ma spiega però che nei calcoli di fine giornata, fin dall’inizio della pandemia, sia stata fatta parecchia confusione. Per esempio da uno studio effettuato sui ricoveri di 6 grandi ospedali, da Genova a Bari, passando da Bologna e Roma, è emerso che «un paziente su tre, sia pur con infezione da Covid, viene ospedalizzato per curare ben altro: traumi, infarti, emorragie, scompensi, tumori. Questo significa che viene ricoverato «con» il virus ma non «per» il virus. La sua positività viene registrata soltanto perché entrato in ospedale ma, erroneamente, il paziente entra nell’elenco dei ricoverati Covid. Stessa cosa nel conteggio dei morti.