Cannabis nel sangue del neonato ritrovato a Paceco, si cerca ancora la madre

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Francesco Alberto, il neonato ritrovato la scorsa settimana, all’interno di un sacchetto di plastica, in Contrada Sciarrotta a Paceco è stato trovato positivo ai cannabinoidi: questo il risultato delle prime analisi effettuate all’ospedale San’Antonio Abate di Trapani dove il piccolo è ricoverato da martedì scorso. Un elemento drammatico che svela una probabile condizione di disagio della madre biologica, assuntrice, forse, di stupefacenti o che comunque frequentava ambienti dove il ‘farsi le canne’ era una diffusa abitudine.

Sono ancora in corso le indagini dei carabinieri e della Procura trapanese per risalire all’identità della donna, autrice del forte gesto: le ultime ricerche, in particolare, si stanno concentrando su delle immagini estrapolate dalle telecamere di uno studio di un avvocato che ritraevano la presenza di tre autovetture nei pressi del luogo dell’abbandono del neonato, nel lasso di tempo interessato ossia dalle ore 12.00 alle 17.30 circa. Al piccolo, intanto, è stato dato il cognome di uno dei due medici che lo stanno curando in ospedale: si tratta di un cognome provvisorio in attesa delle procedure di affido e adozione da parte del Tribunale dei Minori di Palermo

. Una storia drammatica che, a distanza di una settimana, lascia ancora sospese tante domande ma offre anche qualche certezza come quelle sulle  condizioni di disagio e sofferenza in cui avrebbe versato la donna che lo ha partorito, soprattutto a seguito del ritrovamento delle tracce di cannabis nel sangue del piccolo. Un fenomeno, quello delle intossicazioni da droga nei bambini, spesso piccolissimi, in forte aumento negli ultimi mesi: è di ieri, infatti, la notizia di un bimbo di 14 mesi n overdose da hashish a Lampedusa.

Si tratta del diciassettesimo caso dall’inizio dell’anno e, come in altri casi, i genitori sono giovani assuntori di stupefacenti.  Qualche tempo fa, un padre diede alla figlia di tre anni il metadone al posto dello sciroppo per la tosse e lo scorso febbraio un bambino di 18 mesi era stato ricoverato all’ospedale “Di Cristina” a Palermo sempre in stato di overdose da droga.