‘Bio-mercato’di Alcamo, tutto in fumo. Fetore e insetti a due passi dall’attiguo asilo

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Venti gazebo, ciascuno delle dimensioni di 4 metri per quattro, servizi igienici, illuminazione. Tutto andato in malora con un assoluto sperpero di denaro pubblico. Tutto accade ad Alcamo, in via Salvo D’Acquisto, nel silenzio più assoluto di amministratori comunali, partiti, consiglieri comunali di opposizione, associazioni, opinione pubblica. Non è certamente un bel segnale quando una comunità si assopisce. Il bio-mercato, inaugurato dall’ex sindaco Sebastiano Bonventre e che qualche tempo aveva anche ottenuto il nulla-osta igienico-sanitario da parte dell’ASP, sorge d poche decine di metri dagli uffici comunali del palazzo di vetro e a pochi passi dall’asilo nido comunale Gianni Rodari.

Insopportabile fetore e grossi insetti fuoriescono da quelli che erano i servizi igienici e che ora, dopo essere stati distrutti, sono divenuti orinatoi abusivi. Una situazione in fortissimo stridore con le condizioni igieniche in cui dovrebbero essere tenuti i bimbi più piccoli, quelli che frequentano il confinante asilo-nido. Dopo almeno sette anni di disinteresse adesso l’ex bio-mercato potrebbe rinascere, ma evidentemente da zero, grazie ai fondi del progetto ‘Urban Sunrise’ che prevede, proprio in quell’area, l’allocazione di alcuni mercatisti del settore alimentare. Una rigenerazione urbana dell’ex villaggio regionale presentata un anno fa nel corso di un evento alla Cittadella dei Giovani e di cui ancora non c’è alcuna traccia. Resta comunque l’evidente danno all’erario. Per ripristinare area ed attrezzature, i cui lavori erano costati 200.000 euro finanziati dal GAL, necessitano altri fondi sempre pubblici. Del bio-mercato di via Salvo D’Acquisto, inaugurato nove anni fa e mai utilizzato, se ne è occupato decine di volte il nostro TG ma pochissimi interventi sono arrivati dai consiglieri comunali, anche da quelli di opposizione. Qualche polemiche in origine era stata sollevata dalla Coldiretti che si era vista respingere., o comunque non prese in considerazione, le sue proposte sull’utilizzo di quei gazebo. Per non dire che ad Alcamo manca un’area fieristica e che le esposizioni si effettuano nei palazzetti, strutture che quindi vengono tolte alle società sportive e che rischiano così di subire danni. Ma questa è un’altra storia. Ci sarebbe da comunque da capire chi dovrà rifondere l’erario per i 200.000 euro andati completamente in fumo.