Bancarotta ad Alcamo: condannato a 7 anni e mezzo l’ex assessore Carlo Cammisa

Un noto imprenditore alcamese Carlo Cammisa, 58 anni, già assessore provinciale di Foza Italia nel 2008 della giunta di Tonino D’Alì, è stato condannato insieme alla moglie Loredana Impellizzeri di 54 anni, imprenditrice agricola, a sette anni e mezzo di reclusione per bancarotta.  I giudici del tribunale di Trapani, presidente Franco Messina,  hanno confermato la pena chiesta dal pubblico ministero a conclusione della sua requisitoria. A Carlo Cammisa inflitta anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, il divieto di esercitare attività di impresa e l’interdizione legale durante il periodo della pena. Due anni e due mesi sono stati inflitti a Loredana Impellizzeri per la quale il Pm aveva chiesto tre anni e 5 mesi. Le sono state concesse le attenuanti generiche. Confermata la richiesta di assoluzione per la suocera del Cammisa, Liboria Dattolo, accusata solo di avere distratto dal fallimento una Fiat Panda.

Le indagini che portarono alla denuncia suscitò ad Alcamo, e non solo, grande clamore per la notorietà dei personaggi poi finiti sotto processo con sentenza di condanna alla quale sarà proposto appello. Sentenza  emessa lunedì sera. Le indagini del Gruppo di Trapani della Guardia di finanza, concluse cinque anni fa,  riguardarono la finanziaria Agricoleasing Srl di  e la Bizar Line Srl attiva nel settore industriale, (produzione di metalli), sempre di Alcamo, riconducibili a Cammisa e alla moglie, entrambe dichiarate fallite dal Tribunale di Trapani, rispettivamente il novembre.2016 e  maggio 2017. Le attività degli investigatori, supportate dall’esame analitico delle scritture contabili e della documentazione bancaria, sono state portate avanti con intercettazioni telefoniche e ambientali ma anche grazie alle informazioni assunte da 100 risparmiatori.