Banca don Rizzo: Nominato il nuovo direttore generale

E’ Antonio Pennisi il nuovo direttore generale della Banca don Rizzo di Alcamo. Lo ha nominato il consiglio di amministrazione, che pare abbia avuto in questa scelta, il via libera dal Fondo di garanzia dell’Iccrea e dalla Federcasse, che hanno avuto un ruolo e impartito direttive per la scelta della nuova governance. Antonio Pennisi, originario del Catanese, ha maturato esperienze all’interno delle Bcc. E’ stato fino a poco tempo fa direttore generale della Bcc Castelli Romani, sette sportelli, 1960 soci e 49 dipendenti,  con sede principale a Castel Gandolfo (Roma).  Antonio Pennisi prende il posto di Carmelo Guido, la cui tragica fine in un incidente stradale, ha provocato dolore e commozione. Ora la Banca don Rizzo ha completato l’organigramma dirigenziale e può programmare il rilancio dell’istituto di credito fondato nel 1902 dal sacerdote Giuseppe Rizzo. Intanto si attende che i giudici del tribunale civile, (Sezione imprese), di Palermo, nell’udienza del 15 gennaio,  possano decidere sul ricorso presentato da alcuni soci della Banca di credito cooperativo don Rizzo che chiedono l’annullamento delle elezioni del nuovo presidente e consiglio di amministrazione. Nel ricorso, tra le contestazioni, figura soprattutto la clausola di gradimento che ha comportato l’esclusione  di alcuni soci che volevano candidarsi  per un posto nel consiglio di amministrazione. Infatti la lista, un sola quella presentata,  venne redatta dal Fondo di garanzia dell’Iccrea che esaminò le varie candidature. Gli esclusi contestarono immediatamente le decisioni  adottate e dopo l’elezione si sono rivolti ai giudici, che dovranno ora determinare se la clausola di gradimento è valida. Se decidono che è valida tutto resta per come emerso nell’assemblea per l’elezione della nuova governance. Qualora la clausola di gradimento non venga ritenuta valida si dovrà procedere a nuove elezioni. Ma occorre guardare ad un immediato futuro perché il governo ha accelerato i tempi per la riforma delle Bcc, che avrebbe dovuto essere pronta al 31 dicembre del 2015, ma che è slittata di qualche mese. Il governo Renzi intende attuare la riforma delle Bcc al più presto. L’accelerazione della riforma è anche la conseguenza delle polemiche e delle inchieste per le quattro banche salvate dal fallimento, rovinando  migliaia di piccoli risparmiatori.  Appena entrerà in vigore la riforma si procederà agli accorpamenti delle banche di credito cooperativo. Gli accorpamenti prevedono una drastica riduzione delle Bcc, fermi restando i posti di lavoro, ma si ridurrebbero di oltre l’80% i consigli di amministrazione con grande risparmio per le stesse banche. E pertanto l’attuale governance della don Rizzo potrebbe fare le valigie, molto tempo prima della naturale scadenza del mandato.