Balestrate, porto senza strada di accesso

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BALESTRATE. Con l’apertura del porto oramai imminente il paese sconta ritardi che potrebbero anche costare caro a livello di immagine. La prima, più evidente e che certamente non potrà essere  superata nell’arco di breve tempo, è quella del mancato completamento della strada di accesso al porto. La cittadina marinara va incontro a quello che si presenta come un vero e proprio paradosso: una mastodontica opera da 30 milioni di euro avrà come biglietto da visita una vera e propria trazzera. Una strada sfossata, stracolme di buche e pietre farà da ingresso al porticciolo turistico che a brevissimo, dopo un lunghissimo iter burocratico, aprirà i battenti con la firma della concessione tra Regione e la società di gestione dell’area, la Marina di Balestrate srl. Le ultime speranze di vedere riaprire in brevissimo tempo il cantiere per la strada si sono infrante ieri con la decisione ufficiale oramai del Comune di risoluzione del contratto con la ditta che ha avuto in appalto l’opera oramai nel lontano 2008, la Consorzio Ciro Menotti. Un investimento globale da 3 milioni di euro finito in contenzioso. Resta ora da capire cosa succederà e certamente i tempi per sbrogliare questa matassa non appaiono brevissimi. In tal senso il Comune annuncia che chiederà alla ditta un risarcimento danni di 172 mila. Il responsabile della Direzione tecnica e urbanistica dell’ente municipale, Patrizia Pellecchia, ha provveduto a emettere la determina: “A seguito di tale provvedimento – precisa la Pellecchia – verrà attivata la procedura per il completamento dei lavori ed il recupero di ogni maggiore danno causato all’Ente”. Quindi se da una parte tramonta il rapporto tra il Comune e la ditta dall’altro l’impressione è che il braccio di ferro proseguirà a lungo. Il ritardato completamento di questi lavori è stato quantificato dal Comune in quasi 3 anni, vale a dire 976 giorni. La penale stabilita era di 600 euro per ogni singolo giorno di ritardo ma la norma in vigore dà come limito massimo si sanzione da emettere il 10 per cento dell’importo dei lavori, pari a un milione e 172 mila euro circa. La ditta a cui erano stati appaltati i lavori da tempo aveva comunque comunicato la sua intenzione di interrompere il rapporto. Esattamente dal 13 dicembre del 2012 quando inviò al Comune l’atto dichiaratorio con cui fu chiesto al tribunale di ritenere risolto il rapporto contrattuale. Non sono solo questi i problemi di “accoglienza” per il turista: “L’area portuale è in un cattivo stato – sostiene Vito Provenzano, pescatore locale –: c’è immondizia ovunque, persino la carcassa di una barca abbandonata da tempo. Cosa diranno di noi i turisti che sbarcheranno qui?”. Il tempo prolungato di chiusura ha avuto come effetto un diffuso vandalismo. Moltissime le colonnine di erogazione dell’acqua e dell’energia elettrica oramai fuori uso: “Non possiamo permetterci di far scappare i turisti, per l’economia locale sarebbe la fine” conclude Provenzano.

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