Balestrate: attentato al comandante, più controlli

BALESTRATE – Amministrazione e consiglio comunale rinnovano in paese l’impegno a contrastare ogni forma di criminalità. E lo fanno nel giorno in cui il civico consesso si riunisce in forma straordinaria per affrontare l’inquietante episodio che ha colpito il comandante della stazione dei carabinieri del paese, Massimo Monteleone, a cui nella notte tra domenica e lunedì scorsi hanno bruciato l’auto di proprietà posteggiata a due passi proprio della caserma, in via Madonna del Ponte. Lo stesso Monteleone si è seduto in prima fila tra le sedie del pubblico nell’aula consiliare accanto all’ex sindaco di San Giuseppe Jato, Giuseppe Siviglia, per lui diventato un amico all’epoca in cui ricopriva l’incarico di comandante di stazione nella cittadina jatina, sino a tre anni fa. La comunità e le istituzioni ieri, tra cui il capitano della Compagnia dei carabinieri di Partinico, Marco De Chirico, hanno ancora una volta dato un segno di grande vicinanza e affetto, quasi a fare quadrato attorno al loro comandante. C’è stato un confronto tra i vertici del governo cittadino e l’Arma da cui è scaturita la decisione di un rafforzamento dei controlli nel territorio.

Nel contempo le indagini degli inquirenti continuano a tamburo battente per cercare di dare un volto all’autore del grave gesto, che è parso ancor più eclatante per la violenza e la spavalderia con cui è stato messo in atto. Dall’analisi delle telecamere di videosorveglianza installate lungo la provinciale che collega Balestrate con Trappeto potrebbe presto venire fuori qualcosa di importante. L’unico indizio certo al momento, infatti, è quanto ripreso dalle telecamere esterne alla stazione di Balestrate che hanno inquadrato sullo sfondo la presenza di un’auto proveniente da Trappeto da cui è uscito un uomo che avrebbe appiccato le fiamme per poi tornare indietro da dove era venuto. L’indagine sta cercando di concentrarsi sulle ultime operazioni portate avanti dai militari dell’Arma nel territorio e quale eventualmente possa essere quella che ha potuto dare fastidio all’attentatore. L’impressione che si ha dell’accaduto è che si tratta di un episodio da ascrivere alla criminalità organizzata di un certo livello per il modus operandi dell’attentato.

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