Bagagli smarriti, svolta storica della Cassazione grazie all’avvocato trapanese Nicosia


Sette anni fa una valigia smarrita, un ricorso legale e oggi una sentenza che cambia le regole per tutti i viaggiatori italiani. È la storia dell’avvocato trapanese Giuseppe Nicosia, che nel 2018, in vacanza a Verona con la famiglia, si vide sparire il bagaglio imbarcato. Una storia molto comune, le statistiche dicono infatti che i bagagli smarriti dalle compagnie aeree nel mondo sono circa 28 al minuto. All’avvocato Nicosia ci sono voluti ben 7 anni di battaglie legali, ma alla fine la Corte di Cassazione gli ha dato ragione, con una decisione destinata a fare giurisprudenza: chi perde il bagaglio per colpa della compagnia aerea ha diritto al risarcimento, anche senza presentare la lista precisa del contenuto o gli scontrini degli acquisti fatti per rimediare. Prima di questa sentenza, invece, ottenere un rimborso era un vero percorso a ostacoli. Il passeggero doveva fornire prove puntuali del contenuto della valigia, allegare ricevute e scontrini per ogni oggetto acquistato dopo lo smarrimento, e dimostrare il valore economico di quanto perduto. In mancanza di documentazione dettagliata, le compagnie aeree potevano — e spesso lo facevano — rigettare la richiesta, lasciando il viaggiatore con un pugno di mosche e la prospettiva di una causa civile lunga, costosa ma soprattutto inutile. La terza sezione civile della Suprema Corte ha ora chiarito che il passeggero deve solo dimostrare che lo smarrimento è avvenuto durante il trasporto aereo: l’impossibilità di quantificare con precisione il valore dei beni non può giustificare il rifiuto del rimborso. Il giudice, per calcolare la somma dovuta, dovrà tenere conto del contenuto “tipo” di un bagaglio — vestiti, biancheria, accessori — proporzionato alla durata del viaggio. Un principio semplice, ma rivoluzionario, che alleggerisce le lungaggini burocratiche e tutela maggiormente i passeggeri. Carmelo Calì, presidente di Confconsumatori, accoglie positivamente la decisione ma invita a migliorare la normativa: “Servono criteri chiari e importi minimi, per evitare che le compagnie scoraggino i rimborsi con offerte irrisorie o silenzi”. Una piccola grande vittoria, partita da un avvocato trapanese, che grazie al suo puntiglio e alla volontà di non cedere, restituisce ai viaggiatori almeno la certezza del diritto, se non la valigia.