Archivio diocesano di Trapani, grazie ai fondi 8×1000 riordinato il prezioso patrimonio

Grazie al prezioso contributo della CEI con i fondi 8×1000 destinati ai beni culturali ecclesiastici è stato possibile portare avanti il riordino di un prezioso patrimonio di memorie che appartiene a tutti i trapanesi vicini e lontani. Dalle carte, fruibili agli studiosi attraverso la redazione di capillari strumenti di corredo quali inventari e indici analitici, emergono storie di grande attualità. Voci del passato che ancora gridano la loro rabbia per ciò che hanno subito.  Spesso voci di donne messe a tacere dalla storia, relegate ai margini, come nel caso di alcuni straordinari documenti custoditi nella serie Monasteri.

Tra le storie, anche la vicenda di Girolama Ciambra che chiede alla Gran Corte Vescovile l’emissione di lettere citatorie contro il marito Vincenzo Greco per “introduzione alla causa di divorzio”. Negli altri due documenti la storia di due monacazioni forzate e di due giovani donne che cercano disperatamente di riprendere la propria libertà.  Geronima Tipa e Celestina Verrini, monache del monastero di Santa Chiara, costrette a prendere i voti dietro minacce e percosse dai rispettivi genitori e fratelli. Oggi il prezioso lavoro degli archivisti restituisce loro una voce e una storia.

Con il ricondizionamento dell’accurato inventario, presso l’Archivio Diocesano di Trapani si è concluso anche l’intervento di catalogazione del fondo di Francesco Ricceri, vescovo di Trapani dal 1961 al 1978.

“Il fondo, che comprende un vasto archivio fotografico e la sua ricca corrispondenza, ci restituisce il ritratto di un grande vescovo che ha fatto del suo motto Super omnia Charitas la luce che ha guidato i suoi anni di episcopato,” spiega la vice-direttrice Stefania La Via.

“Abbiamo completato il lungo e accurato lavoro di riordino e inventariazione portato avanti dal personale del nostro archivio grazie ai contributi provenienti dai fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica. Vengono così restituiti alla fruizione degli studiosi e di tutti i cittadini trapanesi i preziosi fondi documentari dei Vescovi di Trapani facenti parte del patrimonio storico custodito dall’Archivio diocesano, da Mons. Marolda, primo Vescovo nel lontano 1844,a Mons. Ricceri”.

A causa delle norme di contenimento anti-covid19, l’accesso all’Archivio storico diocesano è possibile solo tramite prenotazione via mail all’indirizzo archivio@diocesi.trapani.it