Archiviazione per il sindaco di Cinisi. Era stato denunciato dal figlio di don Tano

“Apprendo con serenità che il Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura della Repubblica, ha emesso il decreto di archiviazione sulla denuncia presentata nei miei confronti da Leonardo Badalamenti”. Lo ha dichiarato all’ANSA il sindaco di Cinisi, Giangiacomo Palazzolo, commentando l’esito del procedimento penale che lo vedeva indagato per il reato di inottemperanza ad un ordine dell’autorità giudiziaria.

Il primo cittadino di Cinisi, alla fine del mese di luglio della scorsa estate, aveva avuto uno scontro verbale con Leonardo Badalamenti, figlio del boss Don Tano, che sulla base di un presunto provvedimento giudiziario, aveva forzato le porte di un casolare confiscato alla mafia e che era di proprietà del padre. Successivamente, Leonardo Badalamenti, nipote dell’alcamese Filippi Rimi e che, dopo essere rientrato dal Barsile, si faceva chiamare Carlos Massetti e viveva a Castellammare con l’anziana madre, venne arrestato dalla Dia nella cittadina del Golfo in esecuzione di un mandato di cattura internazionale.

Badalamenti aveva però nel frattempo denunciato il sindaco di Cinisi Giangiacomo Palazzolo. Una denuncia che però era stata la zappa sui piedi. Proprio da lì partirono le indagini che hanno portato al suo arresto. “Credo che in questo modo – ha ripreso Palazzolo sull’iter giudiziario – sia terminata una vicenda processuale surreale che poteva essere fraintesa dalla comunità di Cinisi”. Da un mese adesso il casolare è gestito dal Comune di Cinisi e da Casa Memoria Impastato per lo svolgimento di attività culturali a sostegno della legalità.