Allarme violenza giovanile: l’omicidio di Paolo Taormina scuote i sindaci del Palermitano

I sindaci e la politica di diversi comuni del territorio partinicese chiedono più sicurezza dopo l’omicidio di Paolo Taormina, 23 anni, ucciso nella notte tra sabato e domenica vicino al Teatro Massimo. E’ l’ennesimo drammatico capitolo di una deriva che non è più solo cronaca nera, ma un segnale di allarme sociale. Viviamo un tempo in cui troppi ragazzi trovano ispirazione in esempi sbagliati, in logiche di forza, di dominio, di apparente potere”. Da questa riflessione del sindaco di Partinico, Pietro Rao, prende forma l’amara consapevolezza di un’escalation di violenza che, da Palermo ai comuni dell’hinterland, sta diventando un fenomeno sempre più inquietante. Ha aggiunto Rao,: «Non possiamo più limitarci a commuoverci, dobbiamo reagire, educando e costruendo insieme una nuova coscienza morale».

Sulla stessa linea, il sindaco di Terrasini, Giosuè Maniaci, parla di «ennesimo episodio agghiacciante» e sottolinea come «questa violenza non sia più isolata, ma riguardi ormai tutta l’area metropolitana».  Lancia un appello: «Chiedo alle forze dell’ordine di assicurare alla giustizia gli esecutori di questa barbarie. La famiglia di Paolo oggi è la famiglia di tutti noi». Il sindaco di Trappeto, Santo Cosentino, parla invece di “violenza cieca e inaudita” e chiede misure urgenti: «Serve un piano di sicurezza più efficace, una presenza costante nei luoghi della movida. Non possiamo permettere che la paura prevalga sulla libertà». Ai giovani, il suo appello: «Non cedete alla logica della violenza”.

In un comunicato congiunto, i gruppi consiliari di opposizione e i circoli del Partito Democratico del comprensorio di Partinico, Montelepre, Piana degli Albanesi, Prizzi, Terrasini e altri comuni, denunciano «un clima di abbandono e di paura» e rivendicano «la responsabilità della politica nel creare le condizioni affinché i giovani trovino alternative concrete alla violenza». Ma al di là della ricostruzione giudiziaria, il caso di Paolo Taormina diventa simbolo di un malessere più profondo: quello di una generazione sospesa tra coraggio e smarrimento, tra solidarietà e brutalità