Allarme saline di Trapani, mareggiate eccezionali mettono a rischio l’ecosistema

La storica filiera delle saline siciliane, che da Trapani si estende fino a Marsala, è oggi in allarme rosso a causa di condizioni meteo estreme. Dopo aver resistito solo in parte al ciclone Harry, la costa occidentale dell’isola è stata travolta da mareggiate e da innalzamenti del livello del mare fino a 1 metro e mezzo, valori mai registrati prima. Le arginature in tufo, generalmente alte circa un metro, non hanno retto, provocando allagamenti e danni gravissimi, soprattutto nelle saline a contatto diretto con il mare. Le criticità più evidenti riguardano Salina Zavorra a Trapani e le saline di Paceco e Marsala, tra cui Calcara, Morana, Chiusa, Ettore, Infersa, San Vincenzo e Curto-Altavilla. Anche le strutture già colpite dall’esondazione del 2022, come le saline di Misiliscemi, subiscono ulteriori danni. La stagione produttiva 2026 è compromessa: la diluizione delle salamoie invernali impedisce l’avvio primaverile della produzione e gli impianti non sono in grado di operare normalmente.

L’azienda Sosalt e Saline Ettore e Infersa hanno annunciato un piano urgente di interventi, ma le dimensioni del danno superano le capacità operative, e analoghe difficoltà si riscontrano tra gli altri produttori della zona. L’intero comparto, con una produzione annua tra 130.000 e 150.000 tonnellate, un fatturato superiore ai 25 milioni di euro e circa 150-200 posti di lavoro diretti, è fortemente a rischio, con ripercussioni sull’indotto locale. Oltre all’aspetto economico, c’è un rischio ambientale di grande rilevanza: le saline rappresentano un ecosistema unico, vincolato e protetto, parte del progetto Riserva della Biosfera MaB-UNESCO. Qualsiasi danno irreversibile metterebbe a repentaglio non solo la produzione del celebre sale di Trapani, ma anche l’integrità di un patrimonio naturale e turistico di valore mondiale. La situazione richiede interventi immediati e coordinati: la combinazione di maree eccezionali e strutture fragili rischia di trasformare un’emergenza temporanea in una crisi sistemica, con conseguenze economiche, sociali e ambientali di lunga durata.