Alcamo: week-end in città per Sgarbi

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Week-end alcamese per Vittorio Sgarbi. Sabato e domenica appena trascorsi il noto critico d’arte ha visitato la città e le sue bellezze naturali, storico-architettoniche e culturali. Sbarcato in città sabato per presenziare all’inaugurazione della mostra personale dello scultore Giacinto Bosco, Sgarbi a sorpresa ha deciso di intrattenersi nella cittadina alcamese. E così ha cominciato il suo intenso tour nei luoghi più rappresentativi di un centro storico ricco di spunti e di testimonianze storiche. Prima tappa, dopo essere stato al Collegio dei Gesuiti, alla chiesa della Sacra Famiglia in piazza Ciullo molto conosciuta perché ospita le spoglie del beato Arcangelo Piacentini da Calatafimi. All’interno della sacrestia sono stati fatti visionare al critico d’arte calici e pissidi di finissima fattura, datati del 17° e 18° secolo, in oro e argento.

La delegazione con al seguito Sgarbi si è poi spostata anche nelle viuzze del centro, in alcune delle quali il tempo sembra essersi davvero fermato. Di notevole pregio la presenza di archi che risalgono al secolo scorsi, in alcuni casi anche a due secoli fa, ovviamente vincolati dalla Sovrintendenza ai beni culturali come nel caso della volta che si trova in piazza Ciullo sovrastante un’attività commerciale. Il noto critico ha guardato con notevole attenzione e interesse questi veri e propri “monumenti” architettonici si proprietà di privati.

Altra tappa alla chiesa di San Francesco di Paola, a pochi passi dall’ospedale San Vito e Santo Spirito. Con disinvoltura Sgarbi è entrato all’interno con la chiesa gremita di gente in attesa che cominciasse la celebrazione pomeridiana. Anche qui Sgarbi ha ammirato la bellezza monumentale di questa parrocchia detta anche della “Badia Nuova” che risale al 1531. Nel 1699 fu demolita e ricostruita su progetto di Giovan Biagio Amico e in seguito, nel 1724, arricchita di pregevoli opere d’arte. All’interno vi sono ben otto statue in stucco eseguite nel 1724 da Giacomo Serpotta e sono tra i principali capolavori dell’artista che si avvicina per vigore espressivo alle opere del Bernini. Il critico ha guardato da vicino le statue che ornano le pareti intitolata a La Pace, La Mansuetudine, La Fortezza, La Purezza, L’Addolorata, La Maddalena e S. Pietro e S. Paolo. Un occhio è stato buttato anche alla tela di Pietro Novelli detto il Monrealese (S. Benedetto da Norcia) di notevole valore artistico e un’altra del Trapanese Andrea Carrera (S. Francesco di Paola) del 1642.

Sgarbi ha salutato tutti, si è intrattenuto con molti cittadini che gli hanno semplicemente chiesto una stretta di mano. Un modo anche per sfatare il tabù di chi lo vede sempre e solo in tv con perenne animo rissoso.